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RINITE
PROFESSIONALE
Impatto sulla salute e sulla sicurezza lavorativa
J. Bardana Jr in "LA RINITE: una patologia da ridefinire"
- Anno 1996 n.1 |
| Il tratto respiratorio è
direttamente esposto all'azione nociva di polveri, gas, fumi
e vapori nell'ambiente lavorativo ed è secondo solo
alla cute come organo bersaglio di irritanti e allergeni occupazionali.
Benché l'asma occupazionale richiami gran parte dell'attenzione
tra le patologie lavorative, la rinite occupazionale è
la più comune. La rinite professionale è l'episodico
verificarsi di starnutazioni, rinorrea e ostruzione nasale
correlato all'attività lavorativa. Spesso si presenta
accompagnata da congiuntivite allergica e frequentemente si
verifica in concomitanza o preludio di asma occupazionale
(1). L'intervallo tra esposizione iniziale all'agente aggressivo
e lo sviluppo dei sintomi può variare da poche settimane
a più di vent'anni, con un periodo variabile di latenza
tra uno e tre anni( 2-4). Lo sviluppo dei sintomi nasali di
natura allergica sul luogo di lavoro spesso correla con l'esordio
sei sintomi bronchiali, probabilmente a causa della comune
immunopatogenesi.(4). La diagnosi di rinite professionale
dipende quasi interamente da un'accurata indagine anamnestica
ed occupazionale. |
| EFFETTI
SULLA VITA LAVORATIVA |
Deficit di
rendimento
|
Sonnolenza, scarsa
concentrazione collegate ai sintomi rinitici o alla terapia
farmacologica |
| Ridotta produttività
|
Ore lavorative
perdute, scarsa esecuzione dei compiti |
| Problemi psicosociali
|
Depressione, irritabilità |
| Complicazioni |
Asma professionale,
cronicizzazione della rinite |
| La gravità della patologia
è definita dal grado di disagio, dal fastidio e dalla
diminuita produttività che i sintomi comportano, così
come la drastica limitazione o perdita dei guadagni che alcuni
lavoratori affrontano. I caratteri patognomonici e le indagini
utilizzate, per formulare la diagnosi, dipendono dalla patogenesi
di seguito riportata. |
| CLASSIFICAZIONE
PATOGENETICA |
| Oltre duecento composti chimici
ed organici sono stati coinvolti nelle malattie da ipersensibilità
professionale, incluse l'asma e la rinite, alcuni dei quali
sono elencati nella tabella sottostante (4-5). |
| AGENTI
CAUSALI NELL'AMBIENTE DI LAVORO |
| AGENTI |
AMBIENTE
LAVORATIVO |
| Rinite
reattiva: |
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| Profumi |
Saloni di bellezza, reparti
di magazzino |
| Odori di cucina |
Ristoranti, industrie alimentari |
| Gas di scappamento |
Garage, trasporti pubblici |
| Detergenti |
Supermarkets |
| Prodotti di pulizia |
Supermarkets |
| Deodoranti per la casa |
Supermarkets |
| Fragranze di fiori |
Fioristi, industrie per il
giardinaggio |
| Profumi per l'abbigliamento |
Negozi di abbigliamento |
| Odori di cosmetici |
Fabbriche di cosmetici, magazzini |
| Fumo di tabacco sugli abiti |
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| Rinite irritativa: |
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| Fumo di tabacco |
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| Pollini |
|
| Ossido di azoto |
Industrie chimiche |
| Vapori di pittura |
|
| Spray per il giardinaggio
toluene, xilene |
Petrolio, industrie chimiche |
| Capsaicina |
Industrie alimentari |
| Formaldeide |
Industrie chimiche |
| |
| Rinite immunologica: |
|
| Proteine animali |
· Laboratori e magazzini
di animali |
| Frumento |
Impianti di lavorazione di
alimenti |
| Tè verde |
Impianti di lavorazione di
alimenti |
| Piretro |
Industrie di insetticidi,
di giardinaggio |
| Fibre di cotone |
Opifici |
| Coloranti reattivi |
|
| Disocianato di toluene |
Spray autodipingenti |
| Bacillus subtilis |
Fabbriche di detergenti |
| Tripsina |
|
| Papaina |
Impianti per la lavorazione
di alimenti |
| Lattice |
Industrie di materiale sanitario |
| Sali di platino |
|
| Colofonia |
Industrie metallifere elettroniche |
| Anidride acida |
Industrie di materiali adesivi |
| Acido plicatico |
Segherie di cedro |
| |
A seconda della sua patogenesi,
la rinite professionale può essere classificata in
base ad una delle seguenti reazioni patogenetiche in: reattiva,
irritativi, immunologia o tossico-necrotizzante.
RINITE REATTIVA: Sintomi dovuti a reazioni di fastidio
che tipicamente si verificano in persone con una iperreattività
olfattiva. La reattività può derivare da rinite
allergica, da poliposi nasale e sinusale, da infezioni dei
seni paranasali, dall'uso di tabacco o dall'abuso di spray
nasali o droghe (4).
RINITE IRRITATIVA: Una protratta esposizione a uno
o più irritanti chimici o a valori prossimi alla dose
soglia può causare riniti irritative. Anche se in questo
caso è più probabile che gli irritanti penetrino
nella mucosa sottostante e raggiungano le regioni periciliari,
essi non determinano necessariamente dei cambiamenti patologici
che esitano nell'infiammazione.
Quando gli irritant receptors dei nervi trigemino e olfattivo
sono colpiti, l'esposizione produce bruciore al naso, alla
gola e agli occhi.
L'infiammazione neurogena, quando è scatenata dal sistema
nervoso, causa il rilascio di mediatori dai nervi sensoriali
con conseguente vaso dilatazione, edema ed infiltrazione leucocitaria
(6). E' stato dimostrato che l'esposizione a nicotina, fumo
di sigaretta e capsaicina (una sostanza che ritrova nella
cayenna e nel peperoncino rosso) causa il rilascio di neurotrasmettitori
e sostanza P dalle terminazioni nervose sensitive del naso
che possono essere responsabili della risposta infiammatoria
neurogena (7).
La rinite irritativi si presenta tra i lavoratori edili impegnati
nella ristrutturazione degli edifici. La produzione di poveri
in ambienti chiusi, insieme all'esposizione a vernici e ad
altri composti chimici, può portare a concentrazioni
irritanti sufficienti a causare i sintomi negli individui
suscettibili.
RINITE ALLERGICA:
La maggior parte dei casi di rinite allergica sul luogo di
lavoro, deriva dall'esposizione ad allergeni ad alto peso
molecolare come proteine animali, vegetali, alimentari ed
enzimatiche. La stima attuale degli americani che lavorano
con animali da laboratorio è di 10.000 unità,
mentre quella degli allevatori e di coloro che accudiscono
animali è di circa 2 milioni (1). Uno studio ha dimostrato
che circa il 15% dei lavoratori a contatto con animali da
laboratorio può sviluppare reazioni allergiche 3 e
un altro studio ha verificato che il 5% di coloro che lavorano
con animali e il 9% degli allevatori sono a rischio di sviluppare
asma o rinite professionale(8). Anche se i soggetti possono
sviluppare diversi sintomi, la rinocongiuntivite appare predominante.
L'altra manifestazione allergica più comune è
l'asma.
RINITE TOSSICA-NECROTIZZANTE: Alcune persone esposte
a alte concentrazioni di gas chimici solubili e tossici, vanno
incontro ad una rilevante infiammazione nasale. Questa reazione
può essere accompagnata da una intossicazione sistemica,
da un'iperreattività delle vie aeree e da possibili
alterazioni permanenti di funzioni fisiologiche del naso quali
l'olfatto. |
| ITER
DIAGNOSTICO |
Un'anamnesi completa da un
punto di vista medico e lavorativo è il cardine diagnostico
di qualunque malattia professionale.
L'indizio più importante è l'associazione temporale
tra la congestione nasale, la starnutazione, la rinorrea e
l'esposizione all'agente fisico specifico in ambiente lavorativo.
Gli starnuti tendono ad essere esplosivi, parossistici ed
usualmente accompagnati da prurito al naso, agli occhi e al
palato. Gli irritanti tipicamente producono una reazione immediata
che si risolve rapidamente quando cessa l'esposizione. Per
conto gli immunogeni causano una reazione di ipersensibilità
ritardata ed una graduale intensificazione dei sintomi (9).
a seconda dell'immunogeno, la reazione può protrarsi
sino alla sera, ma può anche mitigarsi nel weekend
o nelle vacanze (10).
I pazienti con rinite allergica correlata all'attività
lavorativa riferiscono frequentemente altri disturbi atopici,
quali l'asma (37.1%), la congiuntivite (24.3%), o la dermatite
(18.6%) come riportato in uno studio (2). Una storia familiare
di atopia è riportata da almeno il 30% dei lavoratori
allergici alle proteine animali (3). |
| ESAME
CLINICO |
Gli elementi classici associati
a rinite professionale dipendono dai meccanismi patogenetici
coinvolti. In contrasto agli scarsi reperti associati alla
rinite reattiva o a quella irritativi (quali congiuntivite
o turbinati congesti e modicamente infiammati), le reazioni
tossiche possono essere caratterizzate da "bruciature"
della mucosa, franche ulcerazioni, con o senza emorragia o
da una rilevante infiammazione della cute, della bocca o degli
occhi. Nella rinite allergica classica i turbinati sono pallidi
ed edematosi e a volte presentano lesioni polipoidi. Le secrezioni
sono generalmente chiare.
L'esame obiettivo comprende l'ispezione del naso con uno speculum
nasale. La rinoscopia anteriore sia prima che dopo la somministrazione
di un vasocostrittore topico è particolarmente utile,
dal momento che consente una più precisa valutazione
di una possibile deviazione del setto, di polipi o tumori
nasali. Polipi e tumori nasali sono spesso localizzati nel
meato medio e possono non essere individuati da una semplice
ispezione anteriore (11). La rinoscopia ed il lavaggio nasale
per gli eosinofioli sono test semplici e di facile esecuzione
e possono subito distinguere rinite allergica e non allergica.
Tuttavia essi non possono separare le riniti professionali
dalle non professionali. |
| TEST
DI LABORATORIO |
Pazienti i cui sintomi sembrano
essere su base immunologia dovrebbero essere invitati da un
allergologo per le prove allergometriche cutanee. Questa valutazione
può richiedere test epicutanei o intradermici, laddove
esistano allergeni oppure dosaggi immunologici in vitro appropriati,
in caso di sospetta allergia a sostanze chimiche.
Esistono adeguati allergeni per valutare un'allergia a proteine
animali.
Il test di provocazione può essere eseguito riproducendo
l'esposizione riscontrabile nell'usuale luogo di lavoro e
misurando il flusso respiratorio nasale prima e dopo il challenge.
Un secondo metodo che può simulare l'ambiente di lavoro
consiste nell'esporre il paziente ad allergeni o ad antigeni
dosati, in laboratorio. Il flusso aereo dovrebbe anche essere
misurato ad intervalli regolari prima e dopo il test di provocazione. |
| STRATEGIE
TERAPEUTICHE |
PREVENZIONE. La profilassi
ed il controllo ambientale (compresa un'adeguata ventilazione),
sono le misure più efficaci per la gestione dei casi
confermati di rinite professionale. Misure di igiene industriale
possono aiutare nel proteggere pazienti da agenti potenzialmente
irritanti o tossici così come da materiali allergenici
nell'ambiente di lavoro.
Tali misure possono implicare l'uso di mascherine, tute protettive
e guanti, e il controllo o l'eliminazione di fumi o gas nocivi
attraverso efficaci impianti di aspirazione. Inoltre informare
il personale riguardo alla potenziale allergenicità
dei "sensibilizzanti" industriali, renderebbe questo
più consapevole dei primi segnali di allarme e auspicabilmente
più collaborante con le misure utili alla propria protezione.
FARMACOTERAPIA.
Se la prevenzione è impossibile, i pazienti con la
variante allergica della rinite professionale dovrebbero
essere trattati essenzialmente con antistaminici, decongestionanti,
cromoni o corticosteroidi topici.
Il tipo appropriato di farmaco dovrebbe essere scelto usando
gli stessi criteri fissati per le riniti allergiche non
professionali.
In particolare è importante evitare di prescrivere
farmaci che riducano le prestazioni lavorative o pongano
i pazienti a rischio di incidenti sul lavoro o mentre si
recano al lavoro. Per questa ragione, sono da preferirsi
antistaminici non sedativi.
L'immunoterapia non è indicata per la maggio parte
dei pazienti con una dimostrata allergia a piante, animali,
o proteine alimentari o enzimi sul luogo di lavoro; poiché
l'immunoterapia è efficace, alcune eccezioni debbono
essere fatte per i pazienti che non possono scegliere o
trovare lavori alternativi. Questo tipo di trattamento dovrebbe
essere praticato solo dopo completa disamina dei potenziali
rischi e benefici così come di altre misure alternative. |
BIBLIOGRAFIA 1.
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