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REAZIONI
ALLERGICHE DA ANTIBIOTICI
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da
"conoscere gli allergeni"
a cura del Gruppo di Studio Programmi
Educazionali - SIAIC Toscana
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| Gli
antibiotici sono responsabili del maggior
numero (40%) delle reazioni allergiche
e pseudoallergiche da farmaci.
Il maggior numero di reazioni, oltre
il 60%, si verificano con i beta-lattamici
(penicilline naturali e semisintetiche,
cefalosporine) seguiti da sulfamidici,
tetracicline, eritromicina, ecc. Si
ricorda che i test per antibiotici sono
da eseguire nei casi in cui esiste una
storia positiva di reazione a quell'antibiotico
con sintomi non gravi, oppure storia
negativa per quel farmaco ma c'è
rischio per possibile cross-reattività
(es. anamnesi positiva per reazione
a cefalosporine deve essere trattato
con penicilline o aminopenicilline).
Se la reazione è stata grave
(reazioni respiratorie, cardiovascolari,
tipo Lyell, tipo Stevens-Johnson) oppure
chiaramente provocata da un farmaco
noto è prudente evitare le prove
cutanee e ricorrere ai test di laboratorio,
anche se sono meno sensibili.
Infine è opportuno ricordare
che solo per pochi antibiotici esistono
test diagnostici attendìbili.
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| Betalattamici
(penicillina e derivati) |
| Le
cutireazioni (prick e intradermo) sono
il cardine della diagnosi e possono
essere affiancate, ma non sostituite
dal dosaggio delle IgE specifiche in
vitro.
Vanno riservate alla competenza dell'allergologo
esperto in reazioni allergiche ai tarmaci
ed in ambiente ospedaliere.
Si pratica inizialmente il prick con
il PPL (penicilloilpolilisina) diluito
e intero e si prosegue con l'intradermo
a dosi scalari crescenti solo se il
prick risulta negativo.
Si procede in caso di negatività
con il prick e l'intradermo con i MDM
(miscela di determinanti minori). E'
necessario inoltre praticare anche cutireazioni
con aminopenicilline (ampicillina e
amoxicillina) e cefalosporine (data
l'importanza dei determinanti antigenici
delle catene laterali) alle opportune
diluizioni, quelle cioè che non
provocano reazioni irritative nei soggetti
di controllo. Per quanto riguarda la
diagnostica di reazioni ritardate (rash
maculo papulosi soprattutto da aminopenicilline)
è opportuno valutare una tardiva
positivizzazione dell'intradermoreazione
ed affiancare a queste cutireazioni
anche il patch test. In caso di reazione
avversa dubbia e non grave con un betalattamico
e prove cutanee negative, è indicato
un cauto test di tolleranza, sempre
per via orale ed in ambiente ospedaliere.
E' da segnalare la possibilità
di allergia crociata, pur non in tutti
i casi, tra betalattamici. Anche se
le cefalosporine di ultima generazione
presenterebbero una minor cross-reattività
con gli altri betalattamici, il loro
uso in linea di massima va sconsigliato
ai pazienti con allergia alle penicilline |
| Sulfamidici |
Non
esistono prove cutanee e di laboratorio
predìttive: unico test eseguìbile
resta quello di tolleranza. Sono previsti
test di tolleranza rapidi per i pazienti
affetti da AIDS con reazione a sulfamidici
che necessitano urgentemente dì
tale farmaco per la terapia delle infezioni. |
| Altri
chemioantibiotici : |
Nel
caso sia indispensabile l'uso di un
farmaco per un'anamnesi di reazioni
lievi o dubbie si può effettuare
il test di tolleranza; in caso di reazioni
gravi all'anamnesi non si deve ricorrere
ad alcun test di provocazione. |
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