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ALLERGIE: GIULIACCI, PARCHI
CITTA' PIU' 'IRRITANTI' DI CAMPAGNA
Fonte
ADNKRONOS |
Allergici attenti: una passeggiata nel giardino sotto casa
potrebbe essere piu' dannosa di una gita fuori porta. Complici
le ''isole di calore che avvolgono le aree urbane, infatti, l'effetto
serra peggiora, la temperatura sale e le piante fioriscono prima
e meglio''. Risultato, i parchi cittadini si trasformano nelle
zone piu' infestate dai pollini, e ''per gli allergici possono
diventare piu' malsani di una tranquilla area rurale''. A spiegare
il paradosso e' il colonnello Mario Giuliacci, oggi a Milano per
la presentazione di un nuovo antistaminico da banco prodotto da
Pfizer, disponibile nelle farmacie italiane da meta' febbraio.
A detta del meteorologo, insomma, chi pensa di sfuggire a lacrime
e starnuti di stagione restando in citta' si illude. Anche perche'
''la cappa di calore che si crea nelle metropoli favorisce l'accumulo
di sostanze inquinanti come le note polveri sottili, che si intrappolano
nelle prime vie respiratorie irritandole''. Giuliacci conferma,
''per mano dell'uomo il clima della Terra sta cambiando'' e le
ragioni sono due: ''Da un lato l'aumentato inquinamento su scala
globale, con un'atmosfera sempre piu' carica di gas serra (anidride
carbonica, ossidi di azoto e ozono); dall'altro le alterazioni
ristrette alle aree urbane, con un'isola di calore che opprime
i centri cittadini riscaldandoli di 5-6 gradi rispetto alle periferie''.
Ed entrambi i fattori, precisa il meteorologo, ''rappresentano
una minaccia per la nostra salute''. L'anidride carbonica, infatti,
''contribuisce al surriscaldamento del pianeta, tanto che in 20
anni le temperature medie invernali sono aumentate di mezzo grado''.
Cosi' ''le piante fioriscono prima (fino a due settimane in anticipo)
e meglio, costringendo gli allergici a convivere per piu' tempo
con pollini piu' abbondanti e aggressivi''. E nelle giungle d'asfalto,
ovviamente, ''il fenomeno peggiora''. ''A causa degli impianti
di riscaldamento e del traffico, reale o virtuale (macchine ferme
in coda), il consumo di petrolio cresce - ha sottolineato Giuliacci
- e con esso i livelli di inquinanti''. Non solo, ''il continuo
persistere dell'anticiclone delle Azzorre sui centi urbani tiene
lontane le perturbazioni, e i venti e le piogge, che laverebbero
l'aria anche dagli agenti allergici, non trovano spazio''. La
conclusione e' una sola. Nelle nostre vie respiratorie ''entra
in media fino a un grammo di inquinanti per ogni metro cubo di
aria inspirata'': in un giorno ''fino a 13 grammi di veleni''.
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