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PRIST
DETERMINAZIONE IgE TOTALI
E. Errigo, Malattie allergiche, Lombardo, Roma, 2000



L'impiego di test di laboratorio in vitro, con varie metodiche introdotte negli ultimi decenni, ha comporto certamente significativi progressi nella diagnostica delle sindromi allergiche IgE mediate.
Tra i vantaggi di questi test, globalmente considerati, vanno indicate soprattutto la sensibilità e la specificità notevolmente elevate, la buona riproducibilità, l'assolute innocuità per il paziente; gli svantaggi si riassumono, in pratica, nel costo relativamente elevato.
Va tuttavia sottolineato che, in particolare negli ultimi anni, si è abusato, in maniera del tutto irrazionale, di queste indagini, spesso inutilmente richieste ed a volte non adeguatamente eseguite o erroneamente interpretrate.
Allo stato attuale delle conoscenze, l'indagine in vitro che riveste un reale significato nella pratica clinica è rappresentata essenzialmente dalla ricerca di IgE specifiche verso uno o più allergeni, soprattutto con tecniche radioimmunologiche o immunoenzimatiche, mentre, come sarà esposto in seguito, la determinazione dei valori delle IgE seriche totali, appare di minore significato clinico. Altre indagini (ricerca di IgG specifiche e delle loro sottoclassi, caratterizzazone del profilo della reattività anticorpale specifica verso distinti determinanti antigenici di un allergene, dosaggi dei vari mediatori, etc.) sono state recentemente semplificate ed introdotte nella pratica clinica; altre ancora (valutazione della sintesi spontanea di IgE specifiche da colture linfocitarie, etc.), invece, rimangono appannaggio di pochi laboratori specializzati.

Le IgE costituiscono soltanto lo 0,004% di tutte la immunoglobuline. La concentrazione serica varia, nei soggetti adulti non atopici, da 10 a 200 kU/l (1 kU/l = 2,4 ng/ml); nei neonati tale concentrazione è di poche kU/l; essa aumenta poi progressivamente e raggiunge i livelli dell'adulto intorno al 10° anno di vita.

VALORI NORMALI DI IgE NELLE DIVERSE ETA' DELLA VITA

ETA'
VALORI DI IgE IN kU/l
Neonati
0.5 - 2
da 1 mese a 1 anno
< 20
da 1 a 5 anni
< 70
da 5 a 10 anni
< 100
da 10 a 12 anni
< 200
da 12 a 19 anni
<150
da 19 anni in poi
< 200


Deve essere ancora ricordato che i valori normali delle IgE presentano ampie oscillazioni, mentre le oscillazioni dei valori normali delle altre classi immunoglobuliniche risultano nettamente minori.

OSCILLAZIONI NORMALI DELLE ALTRE CLASSI IMMUNOGLOBULINICHE

IgA
IgM
IgG
IgD
1,4 - 4 mg/ml 0,5 - 2 mg/ml 8 - 16 mg/ml 0 - 0,4 mg/ml


La tecnica per la determinazione delle IgE totali con metodi radioimmunologici (PRIST = Paper Radio Immuno Sorbent Test) consiste nel mettere insieme ad incubare:
· Anticorpi anti-IgE legati con un sistema di covalenza ad una fase solida (disco di carta o di polimero insolubile, etc.)
· IgE del campione (siero o altro liquido biologico) da esaminare.
I forma così un complesso disco - anticorpi anti-Ige - IgE. Dopo lavaggio, vengono aggiunti anticorpi purificati anti-IgE marcati con I125. In tal modo viene a formarsi un complesso fase solida - anticorpi anti-IgE - IgE - anticorpi anti-IgE marcati.

La radioattività del sistema può essere misurata direttamente: essa sarà tanto maggiore quanto maggiore è il titolo di IgE nel campione in esame.
Il principio del test rimane invariato quando si impieghino metodiche immunoenzimatiche: la differenza consiste nel marcatore, rappresentato non più da un radioisopo ma da un enzima.
E' da rilevare che nel PRIST, come nelle altre metodiche comunemente impiegate per il dosaggio delle IgE totali, le IgE reagiscono come antigeni, e quindi con il frammento Fc.

Le IgE totali risultano generalmente elevate nelle sindromi allergiche dovute ad immunoreazioni di tipo I. Se è vero, però, che i valori massimi di IgE si riscontrano nelle allergopatie, è altrettanto vere che il riscontro di valori normali di IgE seriche totali non esclude affatto la diagnosi di allergopatia; vi sono infatti molti casi di pazienti sicuramente allergici con valori normali di IgE totali. Va ricordato, inoltre, che le IgE totali sono aumentate in varie condizioni patologiche sicuramente non allergiche ed anche in alcune condizioni fisiologiche o parafisiologiche (ad esempio, nei fumatori).

PRINCIPALI AFFEZIONI IN CUI SI RISCONTRA UN AUMENTO DELLE IgE TOTALI SERICHE
- Allergopatie
- Plasmocitoma IgE
- Connettiviti
- Sindromi da deficienza immunologia congenita (sindrome da iper-IgE, deficit di IgA, sindromi di Wiskott-Aldrich, di DiGeorge, di Nezelof, etc.)
- AIDS
- Parassitosi intestinali

Pertanto, quando si eseguono studi popolazionistici sulle IgE totali si rileva che, in relazione alla distribuzione non gaussiana dei valori delle IgE totali nella popolazione sana ed in quella atopica, esiste un'ampia zona di sovrapposizione delle due popolazioni. Tale evidenza rende particolarmente difficile la definizione di una soglia di discriminazione tra soggetti sani e soggetti atopici, per cui non è possibile formulare una diagnosi patogenetica genetica di sindrome allergica sulla base della sola determinazione delle IgE totali.
Per quanto riguarda le allergopatie, anche se vi sono in letteratura segnalazioni discordanti, nella nostra esperienza i valori di IgE totali non mostrano differenze significative in rapporto al tipo di allergopatia (asma, rinite, etc.), al tipo di allergene responsabile (pollini, acari, etc.), al numero di allergeni responsabili della sindrome clinica (mono- o polisensibilizzazioni), alla presenza o meno dell'allergene all'epoca dell'indagine (pollinosici in periodo stagionale o non stagionale).
Inoltre, dopo immunoterapia specifica la diminuzione delle IgE totali spesso manca o, comunque, non risulta statisticamente significativa