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FUMO IN TV
COME FUMA LA TV
Una sigaretta ogni 30 minuti
Continua la pubblicità sommersa, nonostante gli appelli di Sirchia
Di Piergiorgio Zuccaio, Direttore Osservatorio fumo, alcol e droghe, ISS, Roma
CHI FUMA E CHI HA SMESSO
  TOTALE NORD CENTRO SUD e ISOLE
Base
3.535 1.607 693 1.235
Mai fumatori
55,7 53,3 54,9 59,3
Ex fumatori
16,6 18,5 18,2 13,4
Fumatori di sigarette
27,6 28,3 26,9 27,3
di cui meno di 15/die
13,5 15,0 13,6 11,5
15-24/die
11,2 11,2 10,0 12,0
25+/die 2,6 1,7 2,8 3,6
Fonte Doxa, “il fumo in Italia: lo scenario attuale”.

Gli ultimi dati Doxa riguardanti le vendite delle sigarette (consumi in leggera ripresa negli ultimi tre anni) e la prevalenza dei fumatori (invariata nello stesso periodo) dicono che in Italia, dopo la diminuzione del numero dei fumatori negli anni ’90, non ci sono sostanziali progressi nella lotta al fumo. Ciò malgrado l’impegno dei Ministri della salute e l’azione coordinata dell’ISS, della Lega per la Lotta Contro i Tumori e dell’Istituto Mario Negri.
Si dice che la pubblicità influenza i comportamenti. L’Italia ha le leggi più avanzate in Europa per quanto riguarda il divieto di pubblicità: è proibita la pubblicità sia diretta che indiretta. Il fatto che la percentuale dei fumatori in Italia sia paragonabile a quella degli altri paesi europei, dove i vincoli sulla pubblicità sono più blandi, trova una spiegazione nel fatto che fino a qualche tempo fa si è data poca importanza ai messaggi che vengono dalla tv e dai film che non sono soggetti a restrizione.
Una nostra indagine del 2001 sulle principali reti televisive aveva dimostrato che nelle fiction e nei film c’era un atto fumo ogni 26 minuti. Il ministro della Salute scrisse ai responsabili delle tv sollecitandoli ad una maggiore attenzione. Il richiamo non è servito. Dopo due anni l’ISS ha rifatto la medesima indagine e si è visto che la situazione non è cambiata: siamo passati da una frequenza di un atto fumo ogni 26 minuti ad uno ogni 32.
Intanto un’indagine Doxa commissionata dall’Osservatorio Fumo, Alcol e Droga dell’ISS e realizzata tra Febbraio e Aprile 2003 sull’incidenza dei fumatori e il livello di dipendenza ha rilevato: il 17,4% ha una bassa dipendenza, per il 28,6% è media o alta. Dai 18 anni l’incidenza con forte dipendenza aumenta ma è inferiore rispetto alle fasce di età più mature. Visto che negli ultimi 3 anni nella fascia di età 15-24 i maschi sono passati dal 37,7% al 32,6% e le donne dal 30,4% al 20,/5 si presumono buone possibilità di successo nella lotta al fumo tra i giovani.
Intanto l’OMS ha adottato una convenzione che impone norme restrittive sulla pubblicità del tabacco e sui controlli dell’aria per ridurre l’inquinamento.


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