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L'APPARECCHIO PER ASCOLTARE I POLMONI
Fino agli inizi del 1800 l'ascoltazione dei polmoni veniva eseguita appoggiando direttamente l'orecchio sulla parete toracica, allo scopo di sentire i battiti cardiaci abbastanza bene ma con enormi difficoltà a percepire altri particolari segni patologici. Renè Laennec, uno dei clinici più eminenti del XIX secolo, è ricordato soprattutto per una invenzione, lo stetoscopio, che sarebbe diventato poi (con il suo discendente più moderno: il fonendoscopio) il simbolo stesso della professione medica.
Si narra che l'invenzione di questo strumento è nata nella mente geniale di Laennec osservando il gioco di due bambini: uno batteva l'estremità di una canna di legno, l'altro, appoggiando l'orecchio all'altra estremità, ascoltava il suono trasmesso.
Il nome stetoscopio, che letteralmente vuol dire guardare dentro il petto, deriva da due parole greche: stethos "petto" e skopeo "guardare".
Le conoscenze sulla fisica dei suoni e le sue attitudini a lavorare il legno hanno sicuramente aiutato Laennec nel realizzare la sua invenzione, dapprima con un semplice cilindro di carta arrotolato e appoggiato al torace, in seguito con un cilindro di legno svasato alle due estremità e cavo all'interno in modo da creare una "camera d'aria" attraverso la quale i suoni venivano amplificati.
Fino agli inizi del 1800 l'ascoltazione dei polmoni veniva eseguita appoggiando direttamente l'orecchio sulla parete toracica, allo scopo di sentire i battiti cardiaci abbastanza bene ma con enormi difficoltà a percepire altri particolari segni patologici.
Renè Laennec, uno dei clinici più eminenti del XIX secolo, è ricordato soprattutto per una invenzione, lo stetoscopio, che sarebbe diventato poi (con il suo discendente più moderno: il fonendoscopio) il simbolo stesso della professione medica.
Si narra che l'invenzione di questo strumento è nata nella mente geniale di Laennec osservando il gioco di due bambini: uno batteva l'estremità di una canna di legno, l'altro, appoggiando l'orecchio all'altra estremità, ascoltava il suono trasmesso.
Il nome stetoscopio, che letteralmente vuol dire guardare dentro il petto, deriva da due parole greche: stethos "petto" e skopeo "guardare".
Le conoscenze sulla fisica dei suoni e le sue attitudini a lavorare il legno hanno sicuramente aiutato Laennec nel realizzare la sua invenzione, dapprima con un semplice cilindro di carta arrotolato e appoggiato al torace, in seguito con un cilindro di legno svasato alle due estremità e cavo all'interno in modo da creare una "camera d'aria" attraverso la quale i suoni venivano amplificati.