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| REAZIONI
AVVERSE AI FARMACI
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da
"conoscere gli allergeni"
a cura del Gruppo di Studio Programmi Educazionali - SIAIC
Toscana |
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Con l'aumento
del consumo dei farmaci si è verificato parallelamente
un aumento delle reazioni avverse a farmaci (RAF). Queste
reazioni sono così numerose da costituire uno dei
maggiori problemi di salute pubblica nei paesi industrializzati;
si calcola che il 2-8% della popolazione (secondo vari studi)
abbia presentato RAF e che il 3-5% dei ricoveri ospedalieri
siano da mettere in correlazione con RAF, mentre il 15-30%
dei pazienti ospedalizzati per altri motivi presentano nel
corso della degenza reazioni da farmaci. Tra i fattori di
rischio bisogna considerare il sesso (più frequente
nelle donne) e l'età (rara nei bambini e negli anziani,
più frequente tra i 20 e 40 anni). La presenza di
altre allergie (oculorinite, asma, allergia alimentare)
non sembra costituire un fattore di rischio: però
in caso di reazione sembra condizionarne una maggiore gravità.
E' importante imparare a leggere le schede informative dei
farmaci.
Nella confezione di ogni farmaco è contenuta una
scheda informativa dove sono indicati, oltre alla composizione
del farmaco (molecola/e farmacologicamente attiva/e ed eccipienti),
al tipo di attività, alle dosi, al modo e ai tempi
di somministrazione, anche avvertenze comprendenti controindicazioni,
precauzioni d'impiego, possibili interazioni e la descrizione
di eventuali reazioni avverse (RAF) segnalate.
Le reazioni avverse da farmaci possono essere distinte
in:
Reazioni
prevedibili: sono dose dipendente, piuttosto
frequenti e nella maggior parte dei casi di modesta gravità;
si distinguono in:
sovradosaggio: un alto dosaggio può avere effetti
tossici (es. gli antibiotici del gruppo degli aminoglicosidi
se somministrati a lungo e in grande quantità possono
danneggiare l'udito e i reni)
effetti collaterali: sono effetti non desiderati ma inevitabili,
legati all'azione del farmaco (es. sonnolenza da antistaminici)
effetti secondari, provocati dall'azione principale del
farmaco (es. alterazioni della flora intestinale in corso
di terapia antibiotica)
interazioni farmacologiche: due o più farmaci somministrati
contemporaneamente possono potenziare o ridurre la loro
azione farmacologica (es. antiacidi e antidolorifici competono
per assorbimento)
Reazioni
imprevedibili: sono in parte indipendenti dalla
dose (possono verificarsi anche con dosi molto piccole),
sono meno frequenti ma possono provocare quadri clinici
anche molto gravi e talvolta mortali. Si distinguono:
allergia, reazione nella quale è dimostrabile un
meccanismo immunologico, provocata o meno da immunoglobuline
di tipo E (IgE) o da linfociti specificamente sensibilizzati
(caso tipico: gli antibiotici della famiglia delle penicilline).
pseudoallergia, reazione con manifestazioni cliniche simili
a quelle dell'allergia di tipo immediato, ma nella quale
non sono dimostrabili meccanismi immunologici; spesso viene
utilizzato anche il termine intolleranza come sinonimo di
pseudoallergia (caso tipico: l'aspirina e gli altri FANS).
idiosincrasia, rara, causata da deficit enzimatici e metabolici
geneticamente determinati.
Qualunque
farmaco può essere responsabile di reazione avverse
ma soltanto una quota molto limitata di RAF (6-14%) è
causata da meccanismi di tipo allergico.
E' importante distinguere tra reazioni allergiche ed effetti
collaterali e secondari, poiché spesso i pazienti
giungono all'osservazione dell'allergologo lamentando reazioni
a tipo risentimento gastrico da aspirina o altri FANS, candidosi
da antibiotici ecc..
Il ministero della
Sanità ha istituito un dipartimento per la valutazione
dei medicinali e per la farmacovigilanza al quale devono
essere segnalate dal medico o farmacista su apposite schede
tutte le sospette reazioni avverse a farmaci.
Con cadenza bimestrale viene inviato ai medici un bollettino
di informazione sui farmaci dove sono segnalati anche gli
aggiornamenti di farmacovigilanza.
Esiste anche un sito internet : www.farmacovigilanza.it |
| Sintomatologia
da RAF |
| Le
manifestazioni cliniche delle reazioni avverse a farmaci
sono molteplici, ma le più frequenti sono quelle
classiche dell'allergia/pseudoallergia come orticaria, angioedema,
asma, shock anafilattico. Frequenti anche eruzioni cutanee
diffuse morbilliformi o scarlattiniformi, maculo-papule,
dermatite da contatto, eritema fisso, fotodermatiti, porpora/vasculite.
Rare ma gravi le sindromi di Lyell o "necrolisi epidermica
tossica" con bolle simili a quelle delle ustioni (con
elevata mortalità se diffuse su ampia superficie
corporea) e la sindrome di Stevens-Johnson o "eritema
multiforme" con eruzioni cutanee a coccarda ed ulcerazioni
della mucosa orale, genitale o anale.
Altre manifestazioni si possono presentare a carico del
sangue con riduzione del numero dei componenti corpuscolati
determinando diminuzione di globuli rossi e/o piastrine
e/o globuli bianchi. Sono segnalate inoltre reazioni a carico
del fegato, reni, polmoni, piccoli vasi sanguigni (vasculiti),
malattia da siero, malattie autoimmuni e febbre da farmaci. |
| Quando
sospettare una reazione allergica da farmaci |
| La
diagnosi di allergia da farmaci è un problema complesso
per le scarse conoscenze sui meccanismi patogenetici e sui
metaboliti attivi derivanti dai farmaci, spesso responsabili
delle reazioni allergiche.
L' anamnesi (raccolta della storia clinica) è fondamentale:
tra i dati anamnestici suggestivi per una reazione allergica
sono da ricordare i seguenti:
Le
manifestazioni sono indipendenti dall'effetto
farmacologico e riproducono i sintomi tipici dell'allergia:
orticaria, angioedema (gonfiori, soprattutto a labbra, palpebre,
lingua, glottide), asma, shock (caduta della pressione con
eventuale perdita di conoscenza), eruzioni a tipo morbillo,
bolle cutanee, ulcerazioni delle mucose, ecc.
Se il farmaco è
assunto per la prima volta la reazione si verifica dopo
6-10 giorni di terapia, anche dopo la sospensione del farmaco;
se il farmaco è già stato assunto in passato
la reazione può presentarsi anche dopo pochi minuti
dalla nuova somministrazione, in quanto l'assunzione precedente
può aver sensibilizzato l'organismo senza sintomi
evidenti.
Farmaci che sono stati tollerati
per mesi raramente causano reazioni allergiche.
La reazione è in parte dose-indipendente,
può verificarsi anche con dosi molto piccole e anche
con farmaci a struttura chimica simile (fenomeno della reattività
crociata o cross-reattività) o con uguale meccanismo
d'azione (vedi aspirina ed altri FANS).
La reazione generalmente
si risolve entro alcuni giorni dalla sospensione del farmaco
e ricompare dopo ogni somministrazione.
Da evitare assolutamente l'abitudine di gettare via la confezione
senza annotare il nome commerciale del farmaco ed eventualmente
la composizione chimica: è il modo più frequente
per nadare incontro ad una nuova reazione con la stessa
molecola, magari con un nome commerciale diverso. Se
il paziente presenta una sintomatologia insolita dopo aver
assunto un farmaco deve informare il medico annotando :
la
malattia per la quale il farmaco è stato
assunto.
La data di inizio e
di fine della terapia del farmaco sospetto e di eventuali
altri farmaci.
Il nome del farmaco
e il dosaggio utilizzato.
La via di somministrazione.
La data di inizio e
di fine dei sintomi.
La descrizione dei sintomi
provocati dal farmaco.
Gli eventuali farmaci
usati per curare i sintomi.
(vedi scheda di segnalazione
di reazione avversa a farmaci)
Se la reazione
è avvenuta durante un ricovero ospedaliero sarà
necessaria la fotocopia della cartella clinica e se è
avvenuta durante un'anestesia generale anche della fotocopia
della cartella anestesiologica. Il
medico determinerà in base a quanto riferito se i
sintomi indicano una sospetta reazione allergica e potrà
inviare il suo paziente dallo specialista allergologo con
una congrua documentazione per eventuali ulteriori accertamenti. |
Prove
allergologiche disponibili per la diagnosi di allergia a
farmaci |
| Non
è facile porre diagnosi certa di allergia a farmaci:
talvolta la storia clinica non è sufficiente ad attribuire
una reazione a un farmaco e per confermare il sospetto spesso
non sono disponibili test diagnostici.
Esistono, purtroppo, pochi test cutanei e di laboratorio
e sono attendibili solo per un numero limitato di farmaci. |
| I
test cutanei |
| I
test cutanei utilizzabili sono il prick test (una goccia
di soluzione del farmaco è posta sulla cute dell'avambraccio
che viene punta con un ago od una lancetta), l'intradermoreazione
(si inietta nel derma con una siringa una piccola quantità
di soluzione del farmaco) ed il patch test (il farmaco in
idoneo veicolo viene posto sulla pelle sotto un cerotto,
per 24-48 ore; è la metodica comunemente impiegata
per la diagnostica delle dermatiti da contatto).
Il prick
test e l'intradermoreazione sono attendibili principalmente
per quei farmaci che provocano reazioni allergiche dovute
ad un meccanismo immunologico mediato da anticorpi IgE (reazioni
immediate). Per i betalattamici (antibiotici della famiglia
delle penicilline) i test cutanei opportunamente eseguiti
sono altamente predittivi, a meno che non siano passati
diversi anni dalla reazione avversa. Infatti le IgE specifiche,
dopo un iniziale incremento, tendono a diminuire e quindi
a scomparire, prima dal siero e poi anche dai mastociti
cutanei, con velocità diversa da paziente a paziente.
In questi casi è preferibile evitare i betalattamici
ed impiegare antibiotici alternativi.
Esiste un
potenziale rischio dei test cutanei: assai raramente possono
provocare, in soggetti molto sensibili, reazioni generalizzate.
Reazioni mortali sono state descritte in casi eccezionali,
in particolare con il pomfo di prova o quando i test cutanei
non sono stati effettuati seguendo le regole della prudenza
e cioè:
· effettuare prima il prick
test (più sicuro ma meno sensibile) e
poi, se il prick è negativo,
l'intradermoreazione (più sensibile ma meno
sicura)
· iniziare a bassa concentrazione
· evitare le prove cutanee
se la reazione pregressa è stata grave (reazioni
respiratorie, cardiovascolari, tipo Lyell, tipo Stevens-Johnson)
o chiaramente provocata da un farmaco conosciuto.
Nella pratica
clinica Il Memorandum sulla diagnosi di allergia/intolleranza
a farmaci della SIAIC consiglia di effettuare i test cutanei,
con i farmaci per i quali essi sono attendibili, solo nei
casi in cui non esistano farmaci alternativi per la patologia
in atto o per il particolare paziente e solo al momento
in cui sia necessaria la somministrazione del farmaco. Queste
indicazioni però limiterebbero a casi rarissimi l'effettuazione
dei pochi test cutanei predittivi (essenzialmente quelli
con antibiotici betalattamici), privando così molti
pazienti di una importante famiglia di antibiotici efficaci,
non tossici ed a basso costo. Ciò vale in particolare
per i betalattamici (antibiotici della famiglia delle penicilline)
poiché l'80% dei soggetti che riferiscono nella storia
clinica delle reazioni avverse a questi antibiotici presentano
poi prove cutanee negative e tollerano questi antibiotici.
E' importante tuttavia evitare
i test cutanei nei casi di gravi reazioni avverse chiaramente
secondarie a terapia con un betalattamico; è
utile inoltre la ricerca delle
IgE specifiche nel siero in modo da evitare le prove cutanee
se il test di laboratorio è positivo. Per
operare nel massimo rispetto della sicurezza del paziente
i test devono essere prescritti ed eseguiti da allergologi
esperti nelle reazioni avverse a farmaci ed in ambiente
ospedaliero, dove siano disponibili tutte le attrezzature
necessarie per affrontare situazioni di emergenza. Deve
essere sempre evitata la procedura del cosiddetto "pomfo
di prova" (intradermoreazione con farmaco non diluito)
in quanto la negatività della prova non esclude la
possibilità di ipersensibilità clinica, una
falsa positività del test può privare il paziente
di un farmaco potenzialmente utile ed infine il test può
presentare elevati rischi per il paziente, soprattutto se
non si provvede a diluire il farmaco e non si effettua precedentemente
il prick test. |
| Test
di laboratorio |
| Il
dosaggio delle IgE specifiche è di validità
limitata, essendo la sensibilità inferiore rispetto
a quella dei test cutanei. Può essere utile come
screening che preceda i test cutanei, per i betalattamici
e per i farmaci ad alto peso molecolare e quando non sia
possibile o prudente effettuare prove cutanee. Per la diagnosi
di reazioni da farmaci non IgE mediate soprattutto per le
forme ematologiche sono disponibili, in rari centri spacializzati,
altri test in vitro. Di altri test si attendono ancora conferme
circa la sensibilità e specificità diagnostica. |
| Test
di tolleranza |
| Il
test di tolleranza consiste nella somministrazione orale
di un farmaco, iniziando a bassi dosaggi (1/100 o anche
1/1000 della dose terapeutica) ed aumentando la dose ad
intervalli di tempo prestabiliti in base alla storia clinica
del singolo paziente. Non si esegue per i farmaci per i
quali la storia dimostri una sicura o fortemente sospetta
reazione ma va utilizzato per identificare un farmaco alternativo,
scegliendolo tra quelli con molecola o con meccanismo d'azione
(vedi FANS) diversi da quelli del farmaco che ha provocato
la reazione avversa. Il test di tolleranza va eseguito sempre
in ambiente ospedaliero, sotto costante controllo di un
allergologo esperto in reazioni avverse a farmaci, e con
la pronta disponibilità di rianimatori, in considerazione
della possibile gravità delle reazioni.
Il paziente che esegue il test di tolleranza non deve, di
norma, assumere antistaminici da almeno 3 giorni, deve aver
consumato un pasto leggero e le sue manifestazioni cliniche
devono essere in fase di remissione (es. in caso di asma
il VEMS deve essere > 70% del predetto) E'
necessario inserire sempre un placebo, all'inizio ed eventualmente
tra una dose e l'altra. Le reazioni soggettive riferite
al placebo sono frequentissime! |
| Tabella
riassuntiva dei test attendibili per la diagnostica di allergia
a farmaci |
TEST
IN VIVO |
TEST
IN VITRO |
|
| farmaci |
prick/intradermo |
patch |
tolleranza |
RAST |
altri |
note |
penicilline
e
aminopenicilline
|
si |
si |
si |
si |
|
|
| cefalosporine |
si |
si |
si |
si |
|
solo
in alcuni laboratori |
| sulfamidici |
|
|
si |
si |
|
solo
in alcuni laboratori |
| altri
antibiotici |
|
|
si |
si |
|
solo
in alcuni laboratori |
| aspirina
e FANS |
|
|
si |
|
|
|
| anestetici
generali |
si |
|
si |
|
|
al momento
dell'impiego |
| anestetici
locali |
si |
|
si |
|
|
dopo
il test cutaneo |
| mezzi
di contrasto |
|
|
|
|
|
premedicazione |
| insulina |
si |
|
|
si |
|
|
| eparina |
si |
si |
si |
|
|
|
| immunoglobuline |
|
|
|
|
si |
|
| anticonvulsivanti |
|
|
si |
|
|
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Reazioni
avverse meno frequenti |
| Ogni
volta che si introducono nell'organismo sostanze estranee
farmacologicamente attive è presente il rischio di
reazioni avverse. La frequenza con la quale i singoli farmaci
provocano reazioni avverse non prevedibili varia moltissimo
da farmaco a farmaco.
Sono descritte con relativa frequenza: |
| Sindromi
allergiche da anticonvulsivanti (antiepilettici)
Sostenute soprattutto da fenitoina (dal 5 al 19% dei pazienti),
fenobarbital (4%), carbamazepina (3-5%).
Non sono disponibili test cutanei né di laboratorio.
E' attendibile solo il test di provocazione/tolleranza.
Reazioni
da eparina calcica
Sono in genere reazioni allergiche di tipo ritardato con
quadri cutanei quali orticaria, eritemi, ecc.
Sono possibili in caso di necessità test cutanei
ed eventuale desensibilizzazione.
Insulina
Reazioni allergiche clinicamente significative all'insulina
non sono frequenti considerando che milioni di diabetici
ogni giorno e più volte al giorno ricevono insulina.
I test cutanei e di laboratorio sono attendibili.
Sono previsti schemi di desensibilizzazione con insulina,
in caso di allergia di tipo immediato (IgE-mediata).
Vaccini
Raramente i vaccini provocano reazioni allergiche, talvolta
reazioni avverse possono essere dovute alla presenza in
tali presidi farmacologici di:
conservanti
(es. reazioni ai sali di mercurio, presenti nel vaccino
antitetanico e in quello antiepatite);
proteine dei terreni di coltura
(es. ipotetico rischio per la somministrazione a soggetti
allergici alle proteine dell'uovo di vaccini come quello
per l'influenza, la febbre gialla e le rickettsie che sono
coltivati su sacco vitellino di uova embrionate),
additivi e antibiotici.
N.B.:
Il tuo medico e/o il tuo allergologo possono fornirti maggiori
informazioni sulle reazioni avverse a farmaci (anche per
quei farmaci non elencati in questo opuscolo). |
Reazioni
avverse da rimedi omeopatici e prodotti erboristici |
| Negli
ultimi anni anche in Italia si sta diffondendo la medicina
"olistica", cioè la possibilità
di curarsi con terapie cosiddette "naturali" in
contrapposizione ai farmaci utilizzati dalla medicina ufficiale
(medicina "allopatica").
Si ritiene che in Italia, anche se non esistono dati ufficiali,
almeno 2 milioni di persone si curino con la fitoterapia.
Reazioni tossiche e allergiche possono, tuttavia, essere
causate dai rimedi "naturali".
Spesso tali reazioni sfuggono all'attenzione del medico
perché talvolta sono considerate "reazioni di
adattamento al farmaco"; in altre occasioni l'assunzione
di farmaci alternativi non viene riferita, perché
vengono considerati naturali e quindi privi di effetti avversi;
inoltre non sempre sono segnalati i componenti presenti
nel preparato.
Consiglio:
considera come farmaco i prodotti erboristici,
segnala il loro uso al medico,
controlla e conserva l'etichetta. |
Consigli
pratici nelle reazioni avverse da farmaci |
| evitare
l'uso di farmaci inutili; anche se sembra la
cosa più facile ed ovvia purtroppo non corrisponde
alla realtà: spesso si attua l'automedicazione senza
controllo del medico, su consiglio di parenti e amici
nel caso di manifestazioni
non riferibili alla malattia per la quale si viene curati
(es. prurito, eruzioni cutanee ecc.) sospendere il farmaco,
annotarne il nome e avvisare il medico (usare la scheda
di segnalazione)
prima di iniziare qualsiasi terapia
o manovra chirurgica o indagine diagnostica segnalare al
medico eventuali pregresse reazioni avverse a farmaci
evitare la somministrazione
di un farmaco sospetto di aver provocato reazioni avverse
anche di modesta entità o anche di farmaci a struttura
chimica simile
annotare su un cartellino,
da portare sempre con i documenti, il nome dei farmaci che
hanno determinato reazioni avverse ed anche il nome dei
farmaci ben tollerati
da preferire, quando possibile,
la via orale di somministrazione del farmaco, perché
meno pericolosa, iniziando per ogni ciclo terapeutico a
dosi ridotte ed aumentando gradualmente fino ad arrivare
entro 24 ore alla dose terapeutica.
N.B.:
Il contenuto di questo opuscolo ha solo valore informativo.
Non intende sostituire la valutazione del medico.
Se sono presenti domande o dubbi è opportuno contattare
il proprio medico e/o lo specialista allergologo |
| Proposta
per il medico curante di algoritmo per sospetta allergia
a farmaci |
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