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ALLERGIE ALIMENTARI
LE NUOVE REGOLE EUROPEE SULLA ETICHETTATURA DEI PRODOTTI

D. Dongo atti DAM6 2003


PREMESSA
La Commissione delle comunità europee, al fine di garantire una maggior tutela della salute dei consumatori e il loro diritto a una corretta informazione in merito agli alimenti, ha proposto il riesame della Direttiva 2000/13/CE, che concerne il "riavvicinamento delle legislazioni degli stati membri concernenti l'etichettatura e la presentazione dei prodotti alimentari, nonché la relativa pubblicità" (d'ora innanzi: la "direttiva etichettatura").
La direttiva etichettatura, che ha abrogato la previgente direttiva 112/1979/CEE, già sottoposta a numerose modifiche, prescrive che l'etichettatura debba contenere l'indicazione di tutti gli ingredienti. L'articolo 6 della direttiva, tuttavia, prevede deroghe all'anzidetta regola. Più precisamente, il comma 8 dell'articolo 6 prevede la non obbligatorietà dell'indicazione dei singoli ingredienti degli ingredienti composti, quando essi costituiscano meno del 25% del prodotto finale, salvo nel caso degli additivi. Questa regola, detta "regola del 25%", è stata recepita oltre 20 anni fa nella legislazione comunitaria allo scopo di evitare l'eccessiva lunghezza dell'elenco degli ingredienti, a fronte della presunzione che il consumatore potesse facilmente intuire la composizione degli ingredienti composti (es. confetture di frutta utilizzate nei biscotti, a loro volta costituite da frutta e zucchero).
Negli ultimi anni la situazione è tuttavia mutata, anche in considerazione dello sviluppo delle tecnologie alimentari e del significativo incremento del consumo di alimenti preconfezionati.
La nuova proposta direttiva (d'ora in avanti: la "direttiva allergeni"), oltre a garantire ai consumatori informazioni più complete circa gli alimenti esposti in vendita, analizza specificamente il tema delle allergie alimentari. Le allergie alimentari rappresentano in effetti un grave problema sanitario, in ragione del crescente aumento dei soggetti interessanti. Secondo le stime indicate dalla Commissione, le allergie alimentari coinvolgono in Europa circa l'8% dei bambini e il 3% degli adulti. Gli effetti indesiderati variano da malattie e qualità ridotta di vita fino a reazioni allergiche potenzialmente letali. Poiché la dose necessaria per scatenare una reazione immunologica di un alimento allergenico può essere, in alcuni casi, estremamente ridotta, il legislatore comunitario ha ritenuto necessario provvedere i consumatori di informazioni complete sulla presenza di sostanze allergeniche negli alimenti.

OBIETTIVI
La direttiva allergeni mira a rendere obbligatoria un'indicazione completa degli ingredienti che entrano nella composizione dei prodotti alimentari, si da garantire una migliore informazione dei consumatori e rispondere nel contempo al problema delle allergie e delle intolleranze alimentari.
In particolare, dato atto dei risultati delle ricerche del Comitato scientifico dell'alimentazione umana (Scientific Committee for Food) in merito all'incidenza di allergie e intolleranza alimentari sulla vita delle persone, è stata evidenziata la necessità di provvedere le etichette dei prodotti alimentari di indicazioni circa l'eventuale presenza di sostanze allergeniche.
E' quindi stato predisposto un elenco, allegato alla proposta di direttiva, recante ingredienti e sostanze che dovranno inderogabilmente figurare in etichetta con il loro nome specifico.

ITER DI APPROVAZIONE DELLA DIRETTIVA
20 Marzo 2000 il parlamento europeo e il Consiglio hanno emanato la direttiva 2000/13/CE (direttiva etichettatura), che concerne il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in tema di etichettatura, presentazione e pubblicità dei prodotti alimentari.
6 Settembre 2001 la Commissione ha presentato un progetto di direttiva di modifica della Direttiva 2000/13/CE (direttiva allergeni) - da adottarsi mediante la procedura di codecisione del Parlamento e del Consiglio, ai sensi dell'articolo 251 del Trattato - volta a prescrivere l'indicazione degli ingredienti presenti nei cibi.
11 Giugno 2002 il Parlamento Europeo, in prima lettura, ha emandato la proposta dalla Commissione. La Commissione ha contestualmente espresso la propria posizione su ciascun emendamento, specificando quali emendamenti poteva e quali non poteva accettare.
20 Febbraio 2003 il Consiglio ha raggiunto una posizione comune sul testo già concordato a livello di COREPER (Comitato dei Rappresentanti Permanenti) il 13 Ottobre 2002.
2 Luglio 2003 il Parlamento Europeo, in seconda lettura, ha adottato la posizione comune del Consiglio; la Commissione ha contestualmente aderito agli emendamenti del Consiglio.
22 Settembre 2003 il consiglio Competitività, mercato interno, industria e ricerca ha approvato l'emendamento adottato dal Parlamento in seconda lettura.
La pubblicazione in Gazzetta ufficiale CE della direttiva allergeni è prevista entro la fine del 2003.

LE NUOVE REGOLE
Ingredienti allergenici: è stato redatto un elenco di sostanze destinate a utilizzo alimentare aventi un potenziale allergenico accertato scientificamente, tenuto anche conto dei lavori già svolti in ambito di Codex Alimentarius. Ogni sostanze che appartenga all'elenco dei potenziali allergeni o sia da questi derivata, ove impiegata nella preparazione dei prodotti alimentari e residuata nel prodotto finito - anche se in forma alterata - dovrà venire indicata in etichetta con il nome specifico dell'allergene. La regola si applica a tutti i prodotti alimentari, comprese le bevande alcoliche.
L'elenco sarà soggetto a periodiche revisioni e aggiornamenti, con il procedere delle ricerche scientifiche sulla materia.

LA LISTA DELLE SOSTANZE ALLERGENICHE
Cereali contenenti glutine: grano, segale, orzo, avena, farro, kamut o le loro varietà ibridate e prodotti derivati.
Crostacei: e prodotti derivati
Uova e prodotti derivati
Pesce e prodotti derivati
Arachidi e prodotti derivati
Soia e prodotti derivati
Latte e prodotti derivati incluso il lattosio
Frutta secca in guscio: mandorla, nocciola, noce, anacardio, noce pecan, noce brasiliana, pistacchio, noce, macadamia e prodotti derivati
Semi di sesamo e prodotti derivati
Sedano e prodotti derivati
Mostarda e prodotti derivati
Biossido di zolfo e solfiti a concentrazioni superiori a 10 mg/Kg o 10 mg/litro, espressi come SO2.
Ingredienti designati con il nome della categoria: consegue alla predetta regola il fatto che gli ingredienti ad oggi indicati con il nome della categoria (es. olii vegetali) dovranno venire precisamente designati con il nome specifico della materia prima, quando la stessa rientri nella lista delle sostanza potenzialmente allergeniche (es. soia, sesamo).
Ingredienti composti: è abolita la così detta "regola del 25%", in ragione della quale era consentito astenersi dall'enumerazione dei singoli ingredienti che compongono i cosiddetti "ingredienti composti", quando essi non superassero il 25% del prodotto finito (es. ingrediente composto "cioccolato" nel prodotto finito "biscotto al cioccolato"). Si potrà evitare di specificare la composizione dei soli "ingredienti composti definiti nella legislazione comunitaria vigente" (cacao e cioccolato; succhi di frutta e prodotti simili; confetture e gelatine di frutta, marmellate), purchè gli stessi rappresentino meno del 2% del prodotto finito. Dovrà comunque venire specificata le eventuale presenza di allergeni.
Ingredienti fungibili: potranno venire indicati in etichetta con la locuzione alternativa ("contiene … e/o …"), purchè costituiscano meno del 2% del prodotto finito e non siano alterati "la natura o il percepibile valore" dell'alimento.
Sostanze derivate: i dibattiti principali hanno riguardato la possibile esenzione di quelle sostanze derivate (es. destrosio, maltodestrine) che, pur provenienti da materie prime allergeniche (es. mais, frumento), siano state sottoposti a processi tecnologici che hanno eliminato le potenzialità allergeniche.
Una soluzione di compromesso è stata raggiunta mediante l'istituzione della procedura di seguito descritta:
· gli operatori potranno notificare alla Commissione, entro nove mesi dopo l'entrare in vigore della direttiva, gli studi correntemente svolti per stabilire quali ingredienti, o sostanze derivate, di cui all'elenco sopra detto, non provochino reazioni allergeniche;
· la Commissione, non più tardi di dodici mesi dopo l'entrata in vigore della direttiva, dopo aver consultato l'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, adotterà una lista degli ingredienti e delle sostanze che saranno escluse dall'elenco, in attesa dei risultati finali delle ricerche oggetto di notifica;
· il regime transitorio di esenzione delle sostanze oggetto di notifica, in attesa di definizione dei risultati delle ricerche, non potrà comunque proseguire oltre quattro anni dopo l'entrata in vigore della direttiva.
E' in ogni caso prevista la possibilità di modificare l'elenco in conformità della procedura di cui all'articolo 20(2), dopo che l'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare ha espresso il suo parere sulla base dell'articolo 29 del regolamento (CE) n.178/2002.
Entrata in vigore: a partire dalla data di pubblicazione della direttiva, gli Stati membri avranno 12 mesi di tempo per recepirla, vietando la commercializzazione di prodotti con etichette non conformi entro i successivi 12 mesi, salvi esaurimenti scorte.


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