Bollettino Polline
Rete Italiana AIA
Rete Italiana AAITO
Rete Europea MedAeroNet
Atlante dei pollini

Consigli per i Pazienti
Allergici ai pollini
Allergici agli acari
Allergici alle muffe
Allergie alimentari
Malattie Cutanee
In terapia con vaccini
Utilizzo aerosol in polvere
Utilizzo aerosol spray

A.S.M.A.R.A. onlus
Home Page
Statuto
Attività

Malattie Professionali
Clicca

Diagnostica
Prove allergiche
Spirometria
Microbiologia
Gas ematici
Gas espirati
Esame Espettorato
RAST: IgE Totali
PRIST: IgE Specifiche

Presidi Terapeutici
Aerosol Dosati
Cortisonici
Teofillina
Vaccini Antiallergici
Antitubercolari

Inquinanti e Ambiente
Fumo di Sigaretta
Bus a Metano
Medici per l'ambiente
SocietÓ Scientifiche
Abbigliamento anallergico
Spirometri
Servizi congressuali
Federasma
Riviste Scientifiche
Case Editrici
Redazione


Risorse del sito

ESCREATO:
metodica di prelievo nelle infezioni bronco-polmonari


R.Pela, C.N.Sanguinetti, B.Leoncini in "Le patologie infettive respiratorie", EDI-AIPO, 1997

L'esame dell'escreato è sicuramente il metodo più semplice e meno invasivo per la diagnosi eziologica delle infezioni dell'apparato respiratorio e può fornire rapidamente informazioni accurate, purché vengano seguite alcune precauzioni. Tale metodica è infatti caratterizzata da problemi di raccolta del materiale, poiché è necessario ottenere secrezioni provenienti dai bronchi evitando il più possibile la contaminazione da parte della flora batterica residente nell'orofaringe.
Per ottenere questo scopo, è innanzitutto necessario che il paziente sia lucido e collaborante, cioè in grado di eseguire le istruzioni fornitegli dal personale sanitario.
Alcuni pazienti con polmonite non hanno tosse produttiva, per cui si può tentare di indurre l'espettorazione con inalazioni di soluzione salina, soprattutto sotto forma di nebbia ultrasonica. Nei bambini sotto i dieci anni d'età è difficile ottenere campioni di escreato per esami microbiologici.
L'esame microscopico diretto dell'escreato può essere già significativo: infatti esso consente di valutare se il materiale è adeguato, cioè se proveniente effettivamente dai bronchi.
Tra i criteri per valutare l'adeguatezza di un campione di escreato oggi vengono particolarmente seguiti quelli di Bartlett, basati sulla quantità di cellule sqamose, quale indice di inquinamento oro-faringeo, e su quella di neutrofili, quale indice di provenienza profonda dell'escreato, visibili per campo microscopico a basso ingrandimento (100x).


CRITERI DI BARTLETT
Neutrofili per campo >25 +2
Neutrofili per campo 10-5 +1
Presenza di Muco +1
Cellule squamose per campo 10-25 -1
Cellule squamose per campo >25 -2
PUNTEGGIO
< 0 Contaminazione orofaringea  
> 1 Idoneo per la coltura  

Secondo Murray e Washington un espettorato con più di 10 cellule squamose per campo (100x) non è adeguato, indipendentemente dal numero di leucociti.
Meno rigidi sono i limiti di Geckler secondo cui le cellule sqamose dovrebbero essere meno di 25 per campo, affinché l'escreato dia risultati confrontabili con quelli dell'aspirato transtracheale.
Chiaramente l'escreato presenta il vantaggio di essere un metodo semplice e non invasivo, ma è dotato di alcuni svantaggi, che sono:
Ø Impossibilità di ottenere un escreato adeguato da una elevata percentuale di pazienti;
Ø Inevitabile contaminazione da parte della flora orofaringea. Questo problema è particolarmente importante in soggetti, soprattutto ospedalizzati, in cui si sia avuta colonizzazione orofaringea da parte di batteri frequentemente responsabili di polmoniti;
Ø Inutilizzabilità dei campioni per le culture in anaerobiosi