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ESCREATO:
metodica di prelievo nelle infezioni bronco-polmonari
R.Pela, C.N.Sanguinetti, B.Leoncini in "Le patologie
infettive respiratorie", EDI-AIPO, 1997
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L'esame dell'escreato è sicuramente
il metodo più semplice e meno invasivo per la diagnosi
eziologica delle infezioni dell'apparato respiratorio e può
fornire rapidamente informazioni accurate, purché vengano
seguite alcune precauzioni. Tale metodica è infatti caratterizzata
da problemi di raccolta del materiale, poiché è
necessario ottenere secrezioni provenienti dai bronchi evitando
il più possibile la contaminazione da parte della flora
batterica residente nell'orofaringe.
Per ottenere questo scopo, è innanzitutto necessario che
il paziente sia lucido e collaborante, cioè in grado di
eseguire le istruzioni fornitegli dal personale sanitario.
Alcuni pazienti con polmonite non hanno tosse produttiva, per
cui si può tentare di indurre l'espettorazione con inalazioni
di soluzione salina, soprattutto sotto forma di nebbia ultrasonica.
Nei bambini sotto i dieci anni d'età è difficile
ottenere campioni di escreato per esami microbiologici.
L'esame microscopico diretto dell'escreato può essere già
significativo: infatti esso consente di valutare se il materiale
è adeguato, cioè se proveniente effettivamente dai
bronchi.
Tra i criteri per valutare l'adeguatezza di un campione di escreato
oggi vengono particolarmente seguiti quelli di Bartlett, basati
sulla quantità di cellule sqamose, quale indice di inquinamento
oro-faringeo, e su quella di neutrofili, quale indice di provenienza
profonda dell'escreato, visibili per campo microscopico a basso
ingrandimento (100x).
CRITERI
DI BARTLETT |
| Neutrofili per campo >25 |
+2 |
| Neutrofili per campo 10-5 |
+1 |
| Presenza di Muco |
+1 |
| Cellule squamose per campo
10-25 |
-1 |
| Cellule squamose per campo
>25 |
-2 |
PUNTEGGIO |
| < 0 Contaminazione orofaringea |
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| > 1 Idoneo per la coltura
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Secondo Murray e Washington un espettorato con più di
10 cellule squamose per campo (100x) non è adeguato, indipendentemente
dal numero di leucociti.
Meno rigidi sono i limiti di Geckler secondo cui le cellule sqamose
dovrebbero essere meno di 25 per campo, affinché l'escreato
dia risultati confrontabili con quelli dell'aspirato transtracheale.
Chiaramente l'escreato presenta il vantaggio di essere un metodo
semplice e non invasivo, ma è dotato di alcuni svantaggi,
che sono:
Ø Impossibilità di ottenere un escreato adeguato
da una elevata percentuale di pazienti;
Ø Inevitabile contaminazione da parte della flora orofaringea.
Questo problema è particolarmente importante in soggetti,
soprattutto ospedalizzati, in cui si sia avuta colonizzazione
orofaringea da parte di batteri frequentemente responsabili di
polmoniti;
Ø Inutilizzabilità dei campioni per le culture in
anaerobiosi |
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