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MTA: UNA MOLECOLA NUOVA PER L'INTEGRAZIONE
A. Ardizzoni - Istituto Nazionale per la Ricerca
sul Cancro, Genova
Tratto
da:
I supplementi di Tumori, Vol 2, No 4: S48-S49, 2003 - VII Conferenza
Nazionale AIOM
LE TERAPIE INTEGRATE IN ONCOLOGIA, DALL'EMPIRISMO ALLA REALTA' CLINICA
ALIMTA
(pemetrexed, LY231514) e' un nuovo antimetabolita che e' attualmente
in sviluppo clinico in numerose neoplasie solide. ALIMTA appartiene
alla categoria degli antifolati, in quanto interferisce con la sintesi
purinica e pirimidinica mediante inibizione di diversi enzimi folato
dipendenti.
Differentemente dagli altri noti farmaci della stessa categoria,
ALIMTA presenta multipli target enzimatici d'azione:
· timidilato sintetasi (TS)
· diidrofolicoreduttasi (DHFR)
· glicinamide ribonucleotide formiltransferasì (GARFT).
Per questo motivo, il farmaco viene anche chiamato MTA (multitarget-antifolate)
e dal punto di vista del meccanismo d'azione rappresenta una evoluzione
rispetto agli altri antifolati fino ad oggi disponibili, quali fluorouracile
e tomudex, inibitori della TS, ed il metotrexate, ínibítore
della DHFR.
Gli studi clinici di fase 1-11 hanno confermato l'attività
antineoplastica del farmaco in numerose neoplasie solide, quali
carcinoma polmonare non microcitoma, mammario, colorettale, gastrico,
pancreatico, vescicale, testa-collo e nei mesoteliomi, anche in
pazienti estesamente pretrattati. Le percentuali di risposta osservate
con ALIMITA come agente singolo, usualmente come terapia di seconda
linea, sono comprese tra il 5 ed il 30%. La tossicità dose
limitante nei primi studi clinici e' risultata la mielotossicità
(neutropenia e piastrinopenia); altre tossicità meno frequenti
osservate sono state mucosite, diarrea, rash cutaneo ed edema. E'
stato successivamente dimostrato che la supplementazione dei pazienti
con vitamina B12 e folati era in grado di ridurre significativamente
l'incidenza di tossicìtà ematologica e nonematologica
grave e di morti tossiche associate. Pertanto, in tutti gli studi
successivi, ALIMTA e' stato sempre associato a supplementazione
vitaminica.
Negli studi preclinici si e' evidenziata una interazione positiva
schedula dipendente con numerosi altri farmaci antiblastici come
platino, flurouracile, CPT- 11 e taxolo.
Uno studio, l'unico tra i randomizzati di cui sono disponibili i
risultati definitivi, ha dimostrato una superiorità in termini
di sopravvivenza del regime di combinazione con cisplatino rispetto
alla monochemioterapia a base di platino stabilendo definitivamente
il ruolo di ALIMTA nel trattamento del mesotelioma pleurico in fase
avanzata per il quale il farmaco verrà presto registrato
dal FDA e dall'EMEA.
Il meccanismo d'azione di ALIMTA, il suo profilo di tossicità
e la natura dei tumori in cui ha dimostrato maggiore attività,
hanno inoltre suggerito un'altra via di sviluppo che ne prevede
l'associazione con la radioterapia. Studi in vitro condotti presso
i laboratori Lilly su linee di carcinoma mammario MCF-7 polmonare
(LX- I), cervicale (HeLa) e colorettale (WiDr) irradiate a dosi
tra 2 e 8 Gy nel mezzo di una esposizione ad ALINITA' della durata
di 2 ore a dosi che producono il 30-70% di inibizione della crescita
hanno dimostrato un incremento della radiosensibilità delle
cellule pari a 1,2-1.8. L'effetto radiosensibilizzante sembra comunque
relativamente indipendente dal timimg della radioterapia rispetto
all'esposizione alla chermoterapia (Figura 1).
Un gruppo dell'Università di Chicago ha condotto uno studio
di fase 1 con l'obiettivo di identificare la massima dose tollerabile
di ALIMTA in associazione a dosi standard di radioterapia in 16
pazienti con neoplasie esofagee e del polmone. Il trattamento e'
stato ben tollerato tanto che la massima dose tollerabile di ALIMTA
in associazione alla radioterapia non e' stata raggiunta e lo studio
e' stato emendato con l'aggiunta del carboplatino al regime di combinazione
per il trattamento multidisciplinare dei pazienti con carcinoma
polmonare non a piccole cellule.
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