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CONSIGLI
PER I PAZIENTI ALLERGICI AI POLLINI |
Conoscere
le piante che liberano i pollini causa della propria allergia
ed il calendario di impollinazione. Queste piante hanno
generalmente una impollinazione anemofila cioè,
non avendo fiori vistosi e quindi non potendo attrarre
gli insetti, disperdono al vento grandi quantità
di polline.
Durante il periodo critico ridurre al massimo il tempo
percorso all'aperto, specialmente in presenza delle condizioni
ideali di impollinazione: 25-30 gradi di temperatura;
vento con velocità di 5-15 Km/h; umidità
60-90%; giornate soleggiate: evitare quindi le gite nelle
ore mattutine, soprattutto nei giorni di sole, con vento
e tempo secco.
Attenzione alle ore successive alla pioggia: è
dimostrato che la pioggia frantuma il polline di una miriade
di particelle che mantenendo intatto il loro potere allergizzante
e trasportate dal vento raggiungono più in profondità
le vie aeree.
Viaggiare in auto con i finestrini chiusi e non andare
in motorino o in bicicletta; non andare in campagna ed
evitare accuratamente i luoghi in cui l'erba è
stata tagliata da poco.
Tenere le finestre di casa chiuse o aprirle solo tra le
22.00 e le 04.00 usare i condizionatori.
Nei periodi critici cercare di passare alcuni giorni di
vacanza in zone marine o di alta montagna: infatti a 600/1000
metri di quota le stesse piante liberano i pollini circa
un mese più tardi rispetto alla pianura.
Nel periodo in cui i sintomi sono più forti bisognerebbe
praticare sport preferibilmente in luoghi chiusi: palestre,
piscine coperte, ecc. Evitare comunque il contatto con
polveri e con peli di animali domestici.
Seguire scrupolosamente le istruzioni dello specialista
sull'uso dei farmaci antiallergici necessari per la cura
della malattia. |
| BETULLA |
| La betulla è diffusa
in tutta Europa, in particolare nei paesi scandinavi ove
questa pianta è al primo posto tra le cause di pollinosi.
In Italia la betulla si ritrova nei boschi delle Alpi e
degli Appennini da 900 a 1800 metri di altitudine. Negli
ultimi anni questo albero è sempre più utilizzato
come pianta ornamentale nei giardini di nuovi insediamenti
urbani di numerose città italiane, soprattutto nell'Italia
settentrionale. Per questo motivo ed a causa del notevole
potere allergenico del polline di betulla, la pollinosi
da betulla rara in passato in Italia è attualmente
in progressivo aumento. Le betulacee hanno una pollinazione
precoce (marzo-maggio) causando una pollinosi invernale
o pre-primaverile. Concentrazioni di 80 granuli pollinici
per metri cubi d'aria sono in grado di scatenare la comparsa
dei sintomi nella quasi totalità dei soggetti mentre
una concentrazione di 30 granuli per m3 determina il mantenimento
della sintomatologia nel corso della stagione di pollinazione
in quanto le mucose del soggetto sono già sede di
infiammazione (mucose iperreattive). Il soggetto allergico
alla betulla accusa frequentemente, oltre alla rinite e
congiuntivite, sintomi a livello della mucosa orale (Sindrome
orale allergica) allorché ingerisce taluni alimenti
come mela, kiwi, pera, ciliegia, carota, cioè frutta
e verdura che possiedono allergeni comuni (cross-reattivi)
tra pollini e alimenti vegetali. |
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| Betulla |
Betulla |
Betulla |
Betulla |
Betulla:
foglie e amenti maschili |
| ONTANO |
| Gli Ontani
sono alberi diffusi dalle pianure fino a 1200-1600 m di
altitudine. L'Ontano nero, il più comune, si ritrova
spesso lungo i corsi d'acqua, in particolare nelle zone
appenniniche e prealpine. L'Ontano bianco è diffuso
in particolare nelle regioni settentrionali. Durante il
periodo di pollinazione, in genere in febbraio-aprile talvolta
anche più precocemente dicembre-gennaio, l'Ontano
libera enorme quantità di pollini ma con potere allergenico
inferiore a quello dei pollini di betulla. |
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| Ontano
nero |
Ontano:
amenti |
Ontano |
Ontano
nero |
| Quella
delle Composite è una famiglia vastissima che annovera
una infinità di generi e specie diffuse in tutto
il mondo negli ambienti più disparati: alcune sono
ruderali, infestanti e crescono spontaneamente, altre
sono coltivate a scopo alimentare (Carciofo, Lattuga),
officinale (Camomilla, Piretro), industriale (Girasole,
per i suoi semi), o ornamentale (Margherita, Crisantemo,
Dalia). I caratteristici fiori (quello della margherita
è l'esempio più conosciuto), attirano gli
insetti e, gli stessi granuli pollinici, presentando numerose
caratteristiche spinule, aderiscono con facilità
al loro corpo: si realizza cosi l'impollinazione entomofila.
Ovviamente le specie responsabili di allergie sono quelle
che, non disponendo di fiori vistosi, disperdono al vento
enormi quantità di polline, ed in Europa sono:
l'Artemisia o Assenzio, diffusa in luoghi ruderali, il
Tarassaco o soffione o Dente di leone che, con la caratteristica
infruttescenza sferica, è protagonista di numerosi
spot pubblicitari e altre meno conosciute. Negli ultimi
anni, in Europa, abbiamo assistito alla crescita di una
nuova pianta infestante, l'ambrosia, una composita americana,
i cui semi sono pervenuti in Europa insieme alle granaglie
che gli USA per decenni anno fornito ai paesi dell'Europa
orientale. Cosi l'ambrosia ha già colonizzato il
Nord Italia e si sta diffondendo man mano nell'area mediterranea.
E' cosi pericolosa e altamente allergizzante che in Canada
il Governo obbliga i cittadini ad estirparla dal proprio
giardino o terreno. Il suo periodo di pollinazione va
da Maggio a Giugno; la sintomatologia è di solito
rinocongiuntivitica; la frequenza dei soggetti allergici
è abbastanza alta soprattutto nell'entroterra.
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Artemisia o
assenzio |
Artemisia o
assenzio |
Artemisia
vulgaris |
Tarassaco
o
soffione o
dente di leone |
Artemisia o
assenzio |
| NOCCIOLO |
| Il Nocciolo è presente
in tutta Europa, può crescere spontaneamente od essere
coltivato per la produzione del suo frutto (nocciola) .
Produce grandi quantità di pollini durante i mesi
invernali da gennaio a marzo. I sintomi dell'allergia a
nocciolo tendono spesso a perdurare nel tempo a causa della
reazione crociata con i pollini di Ontano e Betulla, piante
con la stessa distribuzione geografica e la cui fioritura
va fino a maggio. I soggetti allergici al polline di nocciolo
possono presentare manifestazioni allergiche (orticaria-angioedema)
in seguito ad ingestione di nocciole. |
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| Arbusto
di nocciolo |
Amenti
maschili |
Carpino
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Nocciolo |
| CARPINO |
| I Carpini
(Carpino bianco e Carpino nero) sono presenti principalmente
nelle regioni centro - settentrionali sui rilievi delle
Prealpi e dell'Appennino. Liberano durante la fioritura
notevoli quantità di pollini da marzo a maggio. |
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| Carpino
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Carpino:
amenti maschili |
Carpino:
infruttescenze |
Carpino
bianco |
ALLERGICI AL CIPRESSO E
CUPRESSACEE |
| La
prima pianta che impollina all'inizio della Primavera
è il Cipresso dotato di un polline che se non altamente
allergizzante come quello della Parietaria è comunque
liberato dall'albero in enormi quantità nell'aria
e per tale motivo fonte di allergie. Le manifestazioni
cliniche interessano prevalentemente le alte vie aeree
(raffreddore e congiuntivite) nel periodo iniziale della
primavera (febbraio-marzo). Questa pollinosi è
probabilmente molto più frequente di quanto non
appaia nelle varie statistiche, e ciò può
essere dovuto al fatto che gli estratti allergenici, fino
a poco tempo fa, non venivano inseriti nei comuni pannelli
diagnostici da impiegare nei test cutanei. E' anche vero,
che. con l'espansione urbanistica e l'obbligo di aree
condominiali comuni adibite a parcheggio, il numero dei
cipressi presenti in città è in continuo
aumento. E così anche altre piante della famiglia,
utilizzate a scopo ornamentale, concorrono all'aumento
della quantità di polline liberata in atmosfera:
la Tuja e la Criptomeria, volgarmente chiamata Cedro Giapponese.
Ricordiamo per curiosità il Ginepro, qualità
di Cipresso selvatico, conosciuto per le sue essenze aromatiche. |
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ALLERGICI ALLE GRAMINACEE |
| Le
Graminacee costituiscono una famiglia di pinate diffusissime
su tutta la terra (9000 specie) e costituiscono la principale
componente erbacea di svariati ambienti: praterie, savane,
steppe, pascoli, prati, terreni incolti, scarpate, margini
delle strade, sopravvivendo in condizioni climatiche estremamente
variabili dal mare ai monti, dalla fascia sub-polare all'equatore.
Sono in assoluto le prime al mondo come agenti di allergopatia:
così che gli anglosassoni usano il termine febbre
da fieno (fieno costituito da queste erbe) per definire
genericamente le pollinosi. Comprendono le comuni gramigne,
tutti i cereali, le canne e tante altre specie, anche
di importanza agraria ed economica: alimento per uomini
e animali, preparazione di bevande alcoliche, preparazione
di amido e zucchero: insomma tutte le piante con spighe,
pannocchie, ciuffi o pennacchi. Nella fascia mediterranea
le Graminacee pollinano tra Aprile e Giugno. Spostandosi
verso Nord o in salendo in
montagna la pollinazione ritarda di qualche settimana
e si protrae nei primi mesi estivi. Il polline, di dimensioni
medio/grandi, è responsabile di oculonniti e più
raramente di forme asmatiche.
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| Secale |
Alopecurus
o
coda di volpe |
Scagliola |
Bromus |
ALLERGICI ALLA LANCIUOLA
da
" l'allergia nela botanica" - a cura di V. Bordignon
- pubblicazione NEO ABELLO |
| La
Lanciuola (Plantago Lanceolata) appartiene alla famiglia
delle Piantaggini, un nutrito gruppo d'erbe che nel territorio
italiano annovera oltre 20 specie. Alcune sono molto comuni,
come la Plantago major (tipica dei selciati urbani e di
tutti i terreni calpestati) o la Plantago media (frequente
nei prati e nei pascoli). Altre sono più sporadiche
o incostanti, come la Plantago holosteum (abitatrice dei
prati aridi collinari soleggiati), oppure fortemente specializzate,
come la Plantago crasifolia (tipica dei prati salmastri
costieri) o addirittura presenti solo in località
circoscritte come la Plantago cupani (esclusiva della
Sicilia). La struttura della Lanciuola è molto
caratteristica. Ogni pianticella è formata da un
cespo di foglie tutte riunite a formare una rosetta basale
dal mezzo della quale, a primavera, sbuca fuori in lungo
stelo nudo recante sulla sommità un'infiorescenza
compatta a forma di spiga breve e ovoidale. Le foglie
sono foggiate a punta di lancia (lunghe 10-20 cm), con
3-5 nervature molto evidenti e prominenti nella pagina
inferiore, parallelle e convergenti verso l'apice; il
margine generalmente
intero e solo raramente intaccato da denti minuscoli.
Lo stelo è eretto e può arrivare anche a
25-30 cm d'altezza, è striato dal basso verso l'alto
e al tatto, lo si può sentire squadrato ed angoloso
I fiori sono piccoli, inodori, raccolti nella spiga e
formati, ciascuno, da una minuscola corolla di quattro
lobi, recanti al centro quattro stami ed uno stilo filiforme.
La fioritura inizia ad Aprile e dove le superfici prative
non sono soggette a tagli frequenti, può prolungarsi
fino ad Estate inoltrata.
La disseminazione del polline è prevalentemente
anemogena, cioè affidata al vento.
La Lanciuola è un'erba e tende ad insediarsi con
grande facilità in tutte le superfici prative che,
in diverse modalità, sono soggette all'azione umana.
E' comunissima sia nei prati seminaturali di pianure che
in quelli del verde urbano e dei parchi pubblici, nei
giardini e nelle aiuole, negli argini e nei bordi stradali.
Il legame con l'espandersi dell'attività umana
è così forte che gli archeologi vedono nel
suo polline fossile contenuto in alcuni ritrovamenti preistorici
la prova che quelle popolazioni erano già dedite
all'agricoltura Si ritiene anche che fosse, un tempo,
un'erba limitata ai continenti europeo ed asiatico ma
che poi, con il viaggio di Cnstoforo Colombo ed il successivo
inizio dei grandi traffici di merci, abbia iniziato a
diffondersi ovunque. I Pellerossa dell'America del Nord
chiamavano le plantaggini, infatti, le tracce dell'uomo
bianco poiché per loro si trattava di erbe sconosciute
che iniziavano adiffondersi seguendo l'espandersi dei
coloni e delle carovane.
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| Lanciuola |
Lanciuola |
Lanciuola |
Lanciuola |
Lanciuola |
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L'olivo,
con la Parietaria, costituisce la specie vegetale maggiormente
responsabile di allergie nell'area mediterranea. Quest'albero,
che sin dall'antichità ha avuto un valore economico
rilevante per la produzione dell'olio di oliva, è
stato così introdotto in Nord America (Arizona
e California), Sud America (Argentina e Cile), Sud Africa
e Australia, aree dove inverni miti ed estati caldefavoriscono
la sua crescita. Della stessa famiglia, le Oleacee, fanno
parte anche il Frassino, conosciuto per il suo legno pregiato
e l'estrazione della Manna (costoso lassativo di qualità
usato fino a qualche decennio fa nelle aree rurali), il
Ligustro, pianta ornamentale coltivata a mo' di siepe
o bordura, ma anche Lillà e Gelsomino, piante ornamentali
per fortuna non responsabili di allergie.
L'interesse clinico è dovuto alla copiosa produzione
di polline (con picchi anche di 300/500 e più pollini/
m3 d'aria) e alla sua particolare aggressività;
per fortuna il periodo di pollinazione non è molto
lungo nell'area mediterranea va da metà Aprile
a fine Maggio. Una caratteristica dell'olivo e l'alternanza,
che contadini, produttori e proprietari conoscono bene,
e che consiste in un'annata (o biennio) di alta produzione
di olive seguita da un'altra di scarsa produttività.
Questo fenomeno, legato ovviamente ad un'alternanza pollinica
è causa anche negli allergici del succedersi di
primavere con sintomi più intensi con altre meno
fastidiose. Ricordiamo infine il particolare ritmo circadiano
dell'Olivo che a differenza delle altre specie vegetali
non raggiunge il picco di pollinazione in tarda giornata,
ma durante le prime ore del mattino. Il polline dell'Olivo
è caratteristico: ha forma lievemente ellittica
con tre lunghi solchi sulla superficie reticolata. I pazienti
allergici all'olivo accusano fastidiose rino-congiuntiviti
e raramente sintomatologia asmatica; non
sono numerosi i soggetti monosensibili ma frequente è
il singolare riscontro di pazienti pollinosici solo all'olivo
e contemporaneamente anche allergici agli Acari |
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| Olivo |
Frassino |
Frassino:
rametto in fiore |
Frassino:
foglie e frutti |
Frassino |
ALLERGICI ALLA PARIETARIA |
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La
pollinosi da Parietaria
riveste grande importanza in Italia e in tutto il bacino
del Mediterraneo.
La Parietaria Officinalis
e la Parietaria Judaica,
più comune quest'ultima nelle aree non distanti
dal mare, appartengono alla famiglia delle Urticacee,
(come anche le comuni Ortiche, il Gelso e il Fico) e assumono
di regione in regione diversi nomi: in Sicilia erba di
vento, in altre zone d'Italia: erba della Madonna, erba
vetriolo (perche anticamente usata per lavare l'interno
di fiaschi, damigiane e bottiglie), erba muraiola. Per
crescere infatti necessita di terreni ricchi di sali minerali:
la si trova quindi in luoghi incolti vicino a ruderi,
tra le crepe dei vecchi muri e presso le abitazioni; troveremo
sempre la Parietaria tra pietra (o tufo) e terra, alle
basi dei muri; difficilmente a contatto con asfalto e
cemento, più all'interno delle aiuole che sotto
i marciapiedi, più nei vecchi centri storici che
tra il cemento delle nuove aree urbane. Si può
incontrare sia in pianura che in collina, ma non oltre
i 900 metri. La pianta, alta 30-70 cm, è costituita
da piccoli fusti cilindrici giallo rossastri e da foglioline
lanceolate provviste di peli urticanti. In primavera,
gli stami, ripiegati all'interno del fiore, si distendono
a scatto e lanciano una nuvoletta di polline. Oltre ad
avere una grandissima diffusione, la Parietaria ha un
lungo periodo di pollinazione: ne ritroviamo il polline
nell'aria quasi tutto l'anno, tranne che in piena estate
o in pieno inverno. Il picco massimo di pollinazione si
raggiunge nel periodo Febbraio-Apule ed e molto variabile
(300-1000 granuli per m3 d'aria nelle zone molto ventose.
2000 e più nei centri storici delle città).
II granulo pollinico, inoltre, riesce a penetrare m profondità
nelle vie aeree perche è molto piccolo: 13-25 micron
(1micron=1 millesimo di mm) ' questo polline e cosi responsabile
non solo di nno-congiuntiviti, ma pure di forme asmatiche
anche gravi. Il ritmo circadiano della pollinazione raggiunge
il picco nelle ore più calde per diminuire nelle
ore notturne, ciò e responsabile di un parallelo
comportamento dei sintomi durante le giornate. |
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| Parietaria
judaica |
Parietaria |
Parietaria
judaica |
Parietaria
officinalis |
Ortica |
ALLERGICI A SALSOLA, CHENOPODIACEE,
AMARANTACEE |
Le
Chenopodiacee sono piante erbacee, o arbusti, che
crescono anche in luoghi ruderali e incolti, come il Farinaccio
o Chenopodio (cosi chiamato per lo strato farinoso di
cui si ricopre), ma soprattutto in luoghi salati; quali
spiaggie e stagni costieri (da cui l'attributo di alofile),
lungo le vasche delle saline o sui depositi di alghe (Poseidonia)
in putrefazione come la Salsola (conosciuta anche con
il nome di Agretti) fortemente allergizzante, la Sueda
di scarso interesse allergologico come pure i Arthrocneum
o Salicornia chiamata da salinari siciliani "Cucuddi".
Negli ultimi anni però si e fatta sempre più
frequente la presenza di queste piante in luoghi dove
non erano mai cresciute in precedenza, quali per esempio
zone secche e cumuli di detriti formatisi a seguito della
costruzione di frangiflutti. moli e opere edificate sul
mare che hanno alterato l'ecosistema dei litorali: ciò
deve far riflettere non poco sul peso che l'intervento
umano nel territorio ha nei confronti dell' aumento anche
delle malattie allergiche. Alcune piante della famiglia
sono coltivate a
scopo alimentare: lo Spinacio, la Bietola o "giri",
la Barbabietola da zucchero), ma tutte,
coltivate o spontanee, hanno la stesso caratteristico
fusto di colore viola-amaranto. Hanno fiori piccoli ma
numerosissimi e riuniti a grappolo, producono abbondante
polline di piccole dimensioni e dal caratteristico aspetto
a palla da golf per la presenza di numerosi pori sulla
superficie. Il periodo di pollinazione è l'estate,
ma nelle zone più calde del bacino mediterraneo
questo periodo è anticipato e coincide con quello
dell'Olivo (metà aprile - fine Maggio). Bisogna
stare quindi attenti a non sottovalutarne l'incidenza
sui sintomi allergici tenendo a soprastimare la contemporanea
responsabilità dell'olivo. La sintomatologia è
quasi sempre a carico delle alte vie aeree con riniti
e congiuntiviti, e in rari casi crisi asmatiche. Ricordiamo
anche la famiglia delle Amarantacee che essendo molto
simile a quella delle Chenopodiacee per periodo di pollinazione,
caratteristiche del
polline, e cross-reattività allergica, viene spesso
indicata come unica famiglia: Cheno-
Amarantacee
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| Chenopodio
o farinaccio |
Chenopodio
o farinaccio |
Barbabietola
da zucchero |
Farinaccio
(in fiore) |
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| Salsola
Kali |
Salsola
Soda |
Salsola
Kali |
Salsola
Kali |
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| Amarantus |
Amarantus |
Amarantus |
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