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UN CONSENSO DAVVERO INFORMATO
cosa bisogna sapere prima di firmare

da “piccola guida per affrontare
meglio l’intervento chirurgico”

a cura del Tribunale dei Diritti del Malato



Devi sottoporti ad una procedura medica o chirurgica?
E’ un tuo diritto esprimere un consenso effettivamente informato.

PRIMA PONI QUESTE DOMANDE AL TUO MEDICO O AL TUO SPECIALISTA
· E’ necessaria questa procedura? Eventualmente può essere rimandata?
· Vi sono alternative diagnostiche o terapeutiche?
· Quali sono le complicanze e i rischi più frequenti per ogni alternativa possibile?
· Vi è la possibilità, nel mio caso, di ricorrere a tecniche mini-invasive, come la videoscopia?
· Verranno utilizzati strumenti monouso? Se no, c’è il rischio di contrarre infezioni legate all’utilizzo di tali strumenti?
· Vi è nella struttura un reparto dove sia possibile trattare le eventuali emergenze?
· Soffrirò o accuserò dolori dopo la procedura? Vi sono terapie antidolorifiche che potrò utilizzare?
· Dopo quanto tempo sarà possibili ritornare alle mie normali abitudini di vita?
· Devo prestare particolare attenzione alla dieta o al trattamento dell’eeventuale ferita?
· Vi sono altre precauzioni e indicazioni che dovrò seguire?

COS’E’ IL CONSENSO INFOMATO?

E’ l’espressione della volontà del cittadino malato, che autorizza il medico a effettuare uno specifico trattamento medico-chirurgico sulla persona.
Non si può prescindere da tale consenso, fatte salve le condizioni previste per legge (urgenza, incapacità di intendere e volere), perché qualunque azione effettuata senza tale autorizzazione sarebbe illecita da un punto di vista penale, indipendentemente dai risultati ottenuti.
Il consenso all’atto medico non ha dunque una rilevanza unicamente deontologica e contrattuale per la prestazione d’opera del medico, ma costituisce il necessario presupposto per la legittimità dei trattamenti medico-chirurgici e dalla sua violazione conseguono per il medico sia una responsabilità disciplinare sia una responsabilità penale e civile (Art. 13 e 32 secondo comma della Costituzione, Art. 32 Codice di Deontologia Medica).

QUAL E’ IL FINE DEL CONSENSO INFORMATO?
E’ sostanzialmente quello di promuovere l’autonomia dell’individuo che è chiamato a prendere una decisione sulla sua salute. Il ruolo del medico deve essere quindi quello di un tecnico esperto che spiega al paziente la sua condizione clinica e le varie possibilità di diagnosi o di terapia. Questo consente infatti al cittadino di valutare l’informazione ricevuta in relazione alle proprie condizioni psicologiche e di scegliere l’iter terapeutico che ritiene più adatto e accettabile per sé.

I REQUISITI DI UN CONSENSO INFORMATO VALIDO.
Si perdoni il gioco di parole, ma l’informazione è la necessaria condizione per ottenere un consenso “informato”. L’informazione non deve però ridursi a rendere note al paziente la patologia e l’eventuale terapia che verrà adottata nel tentativo di risolvere la situazione.
Spesso, quando un paziente deve essere sottoposto ad una procedura medica o intervento chirurgico, il consenso informato è un foglio di carta firmato senza sufficiente attenzione al momento pre-intervento e accompagnato da un’unica indicazione: “se non firma non possiamo procedere”.
Questo non è un reale consenso informato e non ha alcun valore dal punto di vista deontologico e professionale.

Ma quali sono le caratteristiche che deve possedere il consenso del paziente?
- Deve essere esplicitamente manifestato al sanitario, mediante un comportamento che riveli in maniera precisa e inequivocabile il proposito di sottoporsi alla procedura. Ciò significa che il paziente deve dimostrare di avere ben capito il motivo, gli effetti e le possibili alternative della terapia alla quale sta per sottoporsi.
- Può essere prestato solo dal paziente (ad eccezione dei minorenni o delle persone sottoposte a tutela).
- Deve essere libero, nel senso che deve essere il frutto di un convincimento personale del paziente che già ha ricevuto tutte le informazioni necessarie.
- L’informazione fornita deve essere la più completa possibile, nel senso che il medico dovrà fornire una chiara rappresentazione delle modalità e dei rischi dell’intervento chirurgico, nonché di tutti gli eventuali interventi o terapie alternativi.
- Può essere revocato anche poco prima che l’intervento inizi.

Seppure non consolidate da dottrine scientifiche o da norme giuridiche, vi sono altre caratteristiche che garantiscono una maggiore tutela dei diritti dei cittadini e che sono imprescindibili per fornire e ottenere una corretta attuazione del consenso informato.
- Il consenso, ove possibile, deve essere sottoposto al paziente con opportuno anticipo rispetto all’intervento (almeno 24 ore prima).
- Le informazioni, necessarie per il consenso, devono essere fornite al paziente al momento della programmazione dell’intervento con l’indicazione e il consiglio di chiedere ulteriori informazioni al proprio medico di famiglia.
- Il medico di famiglia dovrebbe essere coinvolto sempre nell’informazione e partecipare attivamente alla stessa.
- Nel modulo di consenso, debitamente compilato, devono essere chiaramente riconoscibili il tipo di intervento da eseguirsi, la data e l’ora della firma del paziente, la firma del medico che ha fornito l’informazione.
- Il paziente deve essere sempre informato di tutte le alternative diagnostiche o terapeutiche (chirurgia tradizionale, day surgery, chirurgia mini-invasiva).
- Il paziente deve essere informato dell’esperienza e della casistica dell’operatore e/o dell’unità operativa in merito alla procedura a cui dovrà sottoporsi.
- Il rilevante e costante sviluppo delle ricerche biomediche e dei progressi tecnologici ha ampliato il quadro delle possibili alternative. In questo caso devono essere chiaramente esplicitati i rischi e i benefici insiti nella terapia proposta con un’informazione chiara e documentata circa le opinioni presenti nella letteratura sulla modalità prescelta.