| CHEMIOTERAPIA
PREVENTIVA ANTITUBERCOLARE (CHEMIOPROFILASSI)
LINEE GUIDA ALLA TERAPIA DELLA TUBERCOLOSI POLMONARE
A
cura del Prof. Mario De Palma - Monografie PIAM - Ist. Maragliano
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Per
chemioterapia preventiva antitubercolare si intende
l'assunzione di farmaci antimicobatterici per un periodo definito,
per prevenire , nei soggetti nei quali sia già avvenuto
il viarggio tubercolinico, la progressione da infezione a malattia
tubercolare; il termine chemioprofilassi deve essere invece riservato
ai tentativi farmacologici atti ad impedire l'infezione tubercolare
in soggetti a rischio di contagio.
L'utilità della chemioterapia preventiva e dimostrata dal
fatto che si ritiene che su 100.000 soggetti infettati dal M.T.
e non trattati, si sviluppi la malattia dal 5 all'8% dei casi
(a seconda che si tratti di paesi industrializzati o di paesi
in via di sviluppo); si ritiene infatti che la sua applicazione
sia efficace nel prevenire la progressione dall'infezione alla
malattia in una percentuale variabile dal 54% all'88% nelle statistiche
statunitensi e fino al 93% secondo quelle europee.
Allo stato attuale, il farmaco scelto in tutto il mondo per attuare
la chemioterapia preventiva è l' Isoniazide in base a controlli
di efficacia, maneggevolezza, tolleranza ed economicità;
sono in corso studi per la valutazione della possibilità
di utilizzare, per periodi brevi anche altri farmaci (rifampicina
e pirazinamide) più attivi su popolazioni micobatteriche
in condizioni metaboliche od anatomiche di più difficile
aggressione; attualmente però gli studi non sono ancora
convalidati ed applicabili.
Il criterio di prescrizione della chemioterapia preventiva è
basato sul rischio di comparsa di malattia tubercolare che può
dipendere da condizioni socio-ambientali, da condizioni patologiche
e costituzionali, dall'età e dalla risposta dell'esame
tubercolinico.
In base a questi criteri, è possibile identificare i soggetti
a rischio di progressione dall'infezione alla malattia tubercolare
da sottoporre a chemioterapia preventiva.
Gruppo A
Soggetti a rischio individuale divisi in rapporto alla risposta
tubercolinica 1)
soggetti ad alto rischio con PPD 5U. >5mm
a) soggetti con infezione HIV o fortemente sospetta (tossicodipendenti
per via venosa con difficoltà di prelievo);
b) contatti stretti con malati di tubercolosi contagiosa (conviventi,
sanitari a rischio professionale).
Di questo gruppo i soggetti cutinegativi di età <15
anni, devono essere trattati dopo 2 mesi dal primo test tubercolinico
in quanto occorre attendere il responso di un secondo test.
2) soggetti di tutte le età con PPD 5U. >10mm
a) soggetti con esiti fibrotici all' RX del torace casuale, mai
trattati in precedenza;
b) tossicodipendenti per via venosa HIV negativi;
c) soggetti con patologia favorente (silicosi, diabete mellito
scompensato, leucomi, morbo di Hodgkin, insufficienza renale,
malnutrizione, alcolismo, esiti di grossi interventi sul tubo
digerente) o sottoposti a terapia steroidea od altra terapia immunosoppressiva.
Gruppo
B
Soggetti senza fattori di rischio, con maggiore probabilità
di sviluppare TB (es. convivenza forzata)
1) soggetti di tutte le età con PPD 5U. >10mm con recente
viraggio (entro 2 anni dall'ultimo controllo)
2) soggetti di età inferiore a 35 anni con PPD 5U. >10mm
apparteneti alla popolazione generale ed ai gruppi ad alta incidenza
di TB quali gli immigrati da paesi ad alta endemia tubercolare.
Nei soggetti di età superiore ai 35 anni con cutipositività
>10mm la chemioterapia preventiva non è indicata; potrà
invece essere indicato un controllo periodico clinico-radiologico
in centro specialistico.
Dosi della chemioterapia preventiva
L' Isoniazide deve
essere somministrata alla dose di 5-10 mg/kg/die (massimo 300
mg/die nell'adulto) per una durata minima di sei mesi, con l'eccezione
dei soggetti HIV positivi, nei quali la durata deve essere almeno
di un anno. Nel caso di difficoltà di somministrazione
giornaliera si potrà adottare una somministrazione bisettimanale
alla dose di 15 mg/kg/die (massimo 900 mg/die).
Controlli in corso di chemioterapia preventiva
1) esami ematochimici
(VES, glicemia, azotemia, bilirubinemia, AST, ALT, fosfatasi alcalina,
gamma GT) all'inizio del trattamento;
2) per i soggetti inferiori a 50 anni, ricerca degli anticorpi
anti HIV all'inizio del trattamento (previo consenso informato);
3) controlli periodici a giudizio del centro specialistico di
riferimento
4) controllo dell'adesione al trattamento eseguito con periodicità
possibilmente mensile e con possibilità di somministrazione
controllata del farmaco nei casi di dubbia adesione;
5) esame radiologico del torace al termine del trattamento.
L' Isoniazide
deve essere somministrata alla dose di 5-10 mg/kg/die (massimo
300 mg/die nell'adulto) per una durata minima di sei mesi, con
l'eccezione dei soggetti HIV positivi, nei quali la durata deve
essere almeno di un anno. Nel caso di difficoltà di somministrazione
giornaliera si potrà adottare una somministrazione bisettimanale
alla dose di 15 mg/kg/die (massimo 900 mg/die).
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