La direttiva
europea n.13 del 2000 prevede che l'etichettatura degli alimenti
debba contenere l'indicazione di tutti gli ingredienti, ammettendo
però deroghe e indicazioni semplificate. In particolare
stabilisce che l'indicazione dei componenti degli ingredienti
composti non è obbligatoria se essi costituiscono meno
del 25% del prodotto finale, salvo nel caso degli additivi.
Questa regola, detta del 20%, è stata recepita oltre
20 anni fa nella legislazione comunitaria allo scopo di non
fare diventare troppo lungo l'elenco degli ingredienti e si
basa sulla presunzione che il consumatore conosca la composizione
degli ingredienti composti.
Negli ultimi anni però la situazione è cambiata
notevolmente, dato che la produzione di alimenti è
diventata più complessa ed è aumentato molto
il consumo di alimenti preconfezionati. Di conseguenza è
diventato ancora più importante che i consumatori siano
informati in modo completo sugli alimenti che acquistano.
Queste informazioni sono particolarmente importanti per i
consumatori che soffrono di allergie o intolleranze, malattie
che in Europa colpiscono circa l'8% dei bambini e il 3% degli
adulti. Vengono inoltre continuamente scoperti nuovi allergeni
che possono causare malattie croniche come la dermatite atopica,
disturbi digestivi e orticaria cronica e forme acute come
orticaria, angioedema e shock.
Gli allergici devono poter essere sicuri che il prodotto non
contenga allergeni, neanche in minime quantità poiché
le reazioni spesso non sono dose-dipendenti e vengono scatenate
anche dall'ingestione di pochi grammi di alleregene. Va aggiunto
che gli alimenti più frequentemente responsabili di
allergie come latte, uova, soia e cereali sono presenti in
molti generi alimentari preconfezionati e in tale settore
l'etichettatura è spesso incompleta e induce in errore.
Con le nuove regole non saranno più ammesse indicazioni
generiche come "olio vegetale", ma sarà necessario
specificare "olio d'arachide. Anche gli "aromi naturali"
dovranno essere specificati. Le nuove disposizioni varranno
anche per le bevande alcoliche, sinora escluse, ma che in
alcuni casi contengono additivi usati come conservanti, ad
esempio i solfiti, che possono causare attacchi d'asma con
gravi conseguenze.
Se non ci sarano incidenti di percorso i singoli Stati avranno
un anno per recepire la direttiva, dopodiché le aziende
produttrici avranno un anno di tempo per adeguarsi modificando
l'etichettatura.
I consumatori europei vedranno le nuove etichette nel 2005. |